Se n’è andato a 84 anni Piero Pasini, uno degli allenatori che hanno lasciato un segno profondo nella pallacanestro italiana. Per Rimini non era soltanto un coach. Era il volto di un’epoca che chi ha vissuto non ha mai dimenticato davvero.
Il suo nome resta legato soprattutto alla primavera del 1984, quando il Basket Rimini conquistò per la prima volta la Serie A. Un traguardo che allora sembrava enorme e che trasformò una squadra ambiziosa in una realtà capace di entrare nella storia del basket nazionale. Quel gruppo, quella promozione e quella città finirono per identificarsi con la figura di Pasini.
L’uomo delle promozioni
Originario di Forlimpopoli, Pasini ha costruito una carriera lunga e piena di successi. Non soltanto a Rimini. Ovunque sia passato ha lasciato qualcosa. A Vicenza ha conquistato uno scudetto femminile e una Coppa dei Campioni, mentre in diverse piazze italiane si è guadagnato la reputazione di specialista delle promozioni.

Addio a Pasini (Facebook Domenico Zampolini) – Spalferrara.it
Vigevano, Brindisi, Reggio Emilia e Rimini sono soltanto alcune delle tappe di un percorso che lo ha visto accompagnare squadre da una categoria all’altra con una continuità rara. Non era un allenatore da copertina. Era uno di quelli che costruivano, lavoravano e spesso arrivavano al risultato senza fare troppo rumore.
Gli anni irripetibili di Rimini
Tra i tifosi biancorossi il ricordo più vivo resta quello della stagione 1983-84. Una cavalcata conclusa con la promozione conquistata sul campo di Vigevano davanti a un’invasione di sostenitori arrivati dalla Riviera. Più di mille persone al seguito della squadra, una scena che ancora oggi viene raccontata come una delle pagine più belle dello sport riminese.
Anche dopo quella prima esperienza, Pasini tornò a Rimini all’inizio degli anni Novanta. Furono stagioni altrettanto importanti, accompagnate da due nuove promozioni consecutive che riportarono il club ai vertici. In quegli anni iniziarono anche a vedersi le qualità di un giovanissimo Carlton Myers, destinato poi a diventare uno dei più grandi giocatori italiani di sempre.
L’ultimo saluto del basket
La sua ultima apparizione pubblica risale allo scorso marzo, durante la Final Four di Coppa Italia di Serie A2 disputata al Flaminio. In quella che per molti è sempre stata casa sua, Pasini ricevette l’omaggio di alcune delle società che avevano segnato la sua carriera.
In queste ore stanno arrivando messaggi da ex giocatori, dirigenti e tifosi. Tutti diversi, ma con un filo comune. Il ricordo di un allenatore vincente, certo, ma soprattutto di una figura capace di entrare nella vita delle persone e restarci molto più a lungo di una partita o di una classifica.
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