Cinque vittorie consecutive. Un vantaggio ormai consistente in classifica su George Russell. E una sensazione che cresce gara dopo gara: l’Italia potrebbe aver finalmente ritrovato un pilota capace di riportare il Mondiale Piloti a casa dopo oltre settant’anni.
Andrea Kimi Antonelli continua a stupire. La vittoria nel GP di Monaco ha aggiunto un altro tassello a una stagione che sta assumendo contorni sempre più importanti. Non soltanto per i risultati, ma per il modo in cui stanno arrivando. Velocità, personalità e una freddezza che raramente si vedono in un ragazzo di appena 19 anni.
Più Antonelli vince, però, più torna d’attualità una domanda che molti tifosi Ferrari si pongono da tempo. Come è stato possibile lasciarsi sfuggire un talento italiano cresciuto a pochi chilometri da Maranello?
Il retroscena sull’occasione mancata
A fare chiarezza è stato Maurizio Arrivabene, che nel 2018 guidava la Ferrari e che ha vissuto da vicino quel periodo.
Arrivabene spiega il no Ferrari ad Antonelli (Instagram Kimi Antonelli) – Spalferrari.it
Secondo l’ex team principal, il problema non fu una bocciatura tecnica. La situazione era molto più complessa. Antonelli all’epoca aveva appena 10 o 11 anni e la Ferrari non disponeva ancora di una struttura pensata per seguire piloti così giovani.
“Nel mio ultimo anno in Ferrari, nel 2018, Antonelli aveva 10-11 anni. In quel periodo la Ferrari non aveva ancora la struttura per occuparsi di ragazzini così giovani”, ha spiegato Arrivabene. Una situazione diversa rispetto a quella di altre squadre, Mercedes in primis, che da anni investono sui talenti già nelle categorie kartistiche.
Il paragone con Leclerc
C’era poi un altro aspetto da considerare. In quel periodo la Ferrari stava lavorando per portare Charles Leclerc in rosso, un’operazione che non fu semplice come oggi potrebbe sembrare.
Una scelta che, all’epoca, non metteva tutti d’accordo all’interno dell’ambiente. Oggi sembra quasi incredibile, ma c’era chi riteneva il monegasco troppo giovane per assumersi una responsabilità simile.
Parole che fotografano bene il clima di quegli anni e spiegano perché la Ferrari non riuscì a muoversi contemporaneamente anche sul giovanissimo Antonelli.
La previsione che accende i tifosi
La dichiarazione che più ha fatto discutere, però, riguarda il futuro. Arrivabene non vede affatto chiusa la porta tra Antonelli e la Ferrari. Anzi.
“Proprio perché ha 19 anni ed è fortissimo secondo me Antonelli avrà tutto il tempo di portarci a casa il titolo iridato anche seduto su una Ferrari“.
Una frase che vale quasi come una previsione. O forse come un auspicio. Perché mentre Antonelli continua a costruire il suo presente con la Mercedes, a Maranello c’è già chi immagina il giorno in cui il pilota bolognese potrebbe vestire il rosso e inseguire quel Mondiale che in Italia manca dai tempi di Alberto Ascari.
