Flavio Briatore non è uno che regala complimenti facilmente. Soprattutto ai giovani. Per questo le parole spese nei confronti di Kimi Antonelli dopo il venerdì del GP di Barcellona hanno fatto rumore quasi quanto i risultati del pilota Mercedes.
L’Executive Advisor dell’Alpine, intervenuto ai microfoni di Sky Sport F1, ha ammesso apertamente di aver sottovalutato il talento del bolognese. Una confessione rara nel paddock, dove quasi nessuno ama riconoscere i propri errori di valutazione.
“La prima volta che ho visto Kimi l’anno scorso sembrava un buffetto”, ha raccontato Briatore. Un’impressione iniziale che oggi gli appare completamente sbagliata. “Incredibile che un bambinetto così avesse due attributi del genere”.
Da promessa a uomo da battere
Il passaggio più interessante del ragionamento di Briatore riguarda proprio l’evoluzione del giudizio su Antonelli. All’inizio molti addetti ai lavori attribuivano i suoi risultati soprattutto alla forza della Mercedes e alla scelta di Toto Wolff, che aveva deciso di puntare su di lui in un momento delicatissimo per il futuro della squadra.

Antonelli e il paragone con Valentino Rossi (Instagram Kimi Antonelli) – Spalferrara.it
Secondo Briatore, però, il dubbio ormai non esiste più. Le prime vittorie potevano essere spiegate con circostanze favorevoli, episodi di gara o anche un pizzico di fortuna. Quando però i successi iniziano ad accumularsi con continuità, la lettura cambia completamente.
“Adesso non puoi più dire magari vince”, ha spiegato il manager italiano. “Ora è quello che devono battere per vincere il Mondiale“. Una frase che fotografa perfettamente il momento attuale. Antonelli non è più il giovane interessante da osservare. È diventato il riferimento del campionato.
Il confronto con Valentino Rossi
Tra i passaggi più curiosi dell’intervista c’è anche il paragone con Valentino Rossi. Briatore ha ricordato il primo impatto con Antonelli, arrivato nel paddock con i suoi riccioli e un atteggiamento quasi timido.
“Ricorda un po’ Valentino Rossi all’inizio della sua carriera”. Il riferimento non riguarda soltanto il talento. C’è anche quell’apparente contrasto tra l’immagine da ragazzo normale e la ferocia agonistica che emerge appena si abbassa la visiera del casco. “Lo devi trattare con affetto, perché lo vedi che è ancora un ragazzino, ma quando mette il casco è una bestia”.
La stoccata a Russell
Nelle dichiarazioni di Briatore c’è spazio anche per George Russell. Se Antonelli è diventato il punto di riferimento della Mercedes e del campionato, il britannico è chiamato a una risposta immediata.
“Russell si deve dare una grande svegliata“, ha detto senza troppi giri di parole. Parole dure, ma che riflettono una percezione sempre più diffusa nel paddock. La Mercedes aveva affidato al pilota inglese il ruolo di leader dopo l’addio di Lewis Hamilton. In pochi mesi, però, la scena è stata occupata da Antonelli.
La frase più pesante arriva alla fine del ragionamento. “Io mi sono sbagliato perché non avrei mai pensato che Kimi fosse così forte e determinato. Non sbaglia più niente, fa tutte le cose giuste. È nato fenomeno”. Detta da Briatore, vale quasi quanto una pole position.
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