Ciclismo

Campionati Italiani donne, Pordenone prepara una sfida tricolore aperta

Il Campionato Italiano Donne Elite/U23 si corre a Pordenone il 28 giugno: percorso, salite di Caneva, favorite e chiavi tattiche.

Elisa Longo Borghini alla partenza dell Amstel Gold Race 2025
Foto: Hoebele, Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0

La maglia tricolore del ciclismo femminile si decide sulle strade del Friuli, dentro una corsa breve solo in apparenza. Domenica 28 giugno il Campionato Italiano Donne Elite/U23 porterà il gruppo da Pordenone verso Caneva e ritorno, con 120,2 chilometri che possono premiare una finisseur, una scalatrice resistente o una velocista capace di sopravvivere agli strappi più selettivi.

Il dato tecnico più importante è la ripetizione della salita del Castello di Caneva: non un gigante alpino, ma un punto di pressione che, se affrontato a ritmo alto, può togliere certezze alle ruote veloci e trasformare il finale in una corsa a eliminazione. Per questo la vigilia è aperta: Elisa Longo Borghini resta il riferimento naturale quando la gara diventa dura, mentre Elisa Balsamo rappresenta il pericolo più evidente se il gruppo dovesse restare abbastanza compatto.

Pordenone-Caneva, una prova da leggere prima che da inseguire

La Federazione Ciclistica Italiana ha presentato la corsa come un evento che unisce contenuto tecnico e territorio: partenza e arrivo a Pordenone, passaggi verso Sacile, la piana di Palù di Livenza e l’area di Caneva, in un tracciato che non concede lunghi tratti di gestione passiva. Il chilometraggio resta sotto la soglia delle grandi classiche, ma la combinazione tra caldo, strappi e continui rilanci può pesare più della distanza.

La chiave sarà il modo in cui le squadre useranno le tre ascese verso il Castello. Un primo passaggio controllato lascerebbe spazio alle formazioni delle velociste; un’accelerazione anticipata, invece, obbligherebbe molte atlete a spendere energie lontano dall’arrivo. In un campionato nazionale, dove gli equilibri di squadra sono meno lineari rispetto al WorldTour, anche un attacco di seconda fascia può diventare pericoloso se dietro manca collaborazione.

Longo Borghini ha il profilo ideale per rendere la corsa nervosa: esperienza, fondo e capacità di muoversi nei momenti in cui il gruppo esita. Balsamo, al contrario, può trasformare la prova in una partita di resistenza: superare indenne gli strappi, risparmiare il più possibile e chiedere al proprio spunto veloce di chiudere il conto. Tra questi due poli si inseriscono le outsider, spesso decisive nelle gare tricolori perché libere di anticipare e di costringere le favorite a scoprirsi.

Il titolo U23 aggiunge un secondo livello alla corsa

La prova assegna anche il titolo Under 23, dettaglio che rende la lettura tattica ancora più interessante. Alcune giovani possono correre una gara nella gara: restare agganciate al gruppo delle big significa giocarsi non solo un piazzamento assoluto, ma anche una maglia dal peso specifico enorme per la crescita internazionale. Per molte atlete, Pordenone può diventare una vetrina davanti a team e osservatori in una stagione in cui il calendario femminile sta guadagnando spazio e profondità.

Questo doppio obiettivo può cambiare le alleanze in corsa. Una formazione con una capitana Elite e una candidata U23 dovrà scegliere se difendere entrambe o sacrificare una carta. Una giovane in fuga, invece, potrebbe ricevere meno inseguimento diretto dalle big se non minaccia il titolo assoluto nell’immediato. Sono dettagli sottili, ma nelle gare nazionali spesso fanno la differenza più dei pronostici della vigilia.

Elisa Balsamo durante una presentazione squadre nel 2022
Foto: Joost Pauwels, Wikimedia Commons, pubblico dominio CC0
Il Castello di Caneva, punto chiave del percorso tricolore femminile
Foto: Giulio1996Cordignano, Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0

Caldo, controllo e attacchi: tre fattori per il finale

Il primo fattore sarà il meteo. Le previsioni di caldo citate dagli osservatori locali alzano il costo di ogni accelerazione e rendono più rischioso inseguire a lungo senza una struttura compatta. Il secondo sarà il controllo: se le squadre più attese riusciranno a tenere cucita la corsa fino agli ultimi chilometri, lo scenario dello sprint ristretto diventerà concreto. Il terzo sarà la capacità di attaccare nel punto giusto, non necessariamente sul tratto più duro, ma appena dopo, quando le gambe sono piene di lattato e il gruppo tende ad allungarsi.

Il valore del tricolore, poi, aggiunge una componente mentale. Correre con la maglia di campionessa nazionale cambia la visibilità per un’intera stagione: al Giro, al Tour, nelle classiche e nelle gare con la Nazionale, quella divisa porta responsabilità e prestigio. Per questo la corsa difficilmente sarà attendista fino in fondo. Il percorso di Pordenone offre abbastanza occasioni per muoversi, ma non abbastanza durezza per garantire selezione automatica: servirà coraggio tattico.

Conclusioni finali

Il Campionato Italiano Donne Elite/U23 di Pordenone promette una corsa più aperta di quanto suggeriscano i nomi principali. La salita del Castello di Caneva può diventare il filtro decisivo, ma non basta da sola a chiudere la partita: conteranno il tempismo, la gestione del caldo e la capacità delle squadre di leggere gli interessi incrociati tra titolo Elite e titolo U23. Longo Borghini e Balsamo partono da riferimenti tecnici diversi, ma proprio questa differenza rende la vigilia interessante: attacco contro resistenza, selezione contro sprint ristretto, esperienza contro opportunità per le giovani.

Fonti: Federciclismo, “Campionati italiani Donne Elite: programma e percorso”, 25 giugno 2026; UCI, scheda “National Road Championships – Italy”, calendario 20-28 giugno 2026; italCiclismo, “Campionati Italiani Donne Elite/U23: saranno 123 le atlete a giocarsi il tricolore”, 27 giugno 2026; Pedale Rosa, analisi del percorso dei Campionati Italiani a Pordenone, giugno 2026.