Il Centre Court ha consegnato uno di quei verdetti che spostano umore e prospettive in pochi game. Matteo Berrettini ha rimesso in piedi una partita quasi scappata via, ha trascinato Grigor Dimitrov al quinto set, poi ha pagato il prezzo più duro nel momento in cui il match chiedeva lucidità, gambe e prima palla. Il bulgaro si è preso gli ottavi di Wimbledon con il punteggio di 6-3, 6-4, 3-6, 5-7, 6-2, lasciando all’azzurro una sconfitta amara ma non banale da leggere.
Per l’Italia del tennis è un colpo pesante perché Berrettini, finalista sull’erba londinese nel 2021, aveva dato segnali forti nei turni precedenti. La rimonta dal doppio svantaggio aveva riaperto tutto e acceso una sensazione precisa: il match poteva davvero girare. Invece Dimitrov, entrato nel torneo da wild card dopo mesi difficili, ha trovato nel quinto set la risposta del campione abituato a sopravvivere nelle giornate lunghe.
La rimonta di Berrettini si ferma sul più bello
La partita è partita in salita per Berrettini. Dimitrov ha controllato meglio gli scambi brevi, ha letto con anticipo le traiettorie dell’italiano e ha tolto ritmo al servizio, l’arma che di solito permette al romano di comandare sull’erba. I primi due set hanno raccontato un copione chiaro: il bulgaro più pulito nei passaggi tecnici, Berrettini costretto a rincorrere e a forzare più del previsto.
Il terzo set, però, ha cambiato il tono della sfida. Berrettini ha aumentato la percentuale di prime, ha preso più campo con il diritto e ha costretto Dimitrov a difendere in posizioni meno comode. Il 6-3 ha riaperto mentalmente l’incontro, mentre il quarto parziale ha portato il match nella zona emotiva in cui il pubblico di Wimbledon sente subito l’odore della maratona.
Il 7-5 del quarto set è stato il punto più alto della serata italiana: Berrettini ha resistito, ha spinto e ha trasformato il duello in una prova di nervi. Proprio per questo il crollo del quinto set pesa di più. Dimitrov ha trovato subito profondità, ha spezzato l’equilibrio e ha tolto all’azzurro il tempo per costruire un’altra rimonta.
Dimitrov manda un segnale: gli ottavi non sono un premio di consolazione
Il successo di Dimitrov vale più del passaggio del turno. A 35 anni e dopo una fase segnata da problemi fisici, il bulgaro non sta vivendo Wimbledon come una passerella nostalgica. La gestione del quinto set contro Berrettini dice che il livello competitivo è ancora reale: varietà, anticipo, tagli bassi e capacità di cambiare altezza alla palla hanno tolto riferimenti a un avversario costruito per far male su questa superficie.
Il dato simbolico è forte: Dimitrov avanza da wild card e raggiunge la seconda settimana con una partita vinta contro un finalista di Wimbledon. Non è solo una bella storia, è un segnale al tabellone. Chi lo troverà davanti non affronterà un nome da archivio, ma un giocatore che sta ritrovando fiducia proprio nel torneo in cui il talento tecnico può ancora pesare moltissimo.
Per Berrettini resta una sconfitta che brucia, ma non cancella i segnali
La delusione è inevitabile, perché una rimonta da due set sotto a Wimbledon lascia sempre la sensazione di un’occasione enorme. Berrettini aveva rimesso Dimitrov dentro una partita fisica e mentale, poi non è riuscito a completare il sorpasso. Il quinto set, perso 6-2, fotografa una differenza di freschezza e precisione nel finale.
La lettura, però, non può essere solo negativa. Berrettini ha mostrato competitività, presenza e orgoglio in un torneo che per lui resta il riferimento emotivo più forte. Il problema è che ai massimi livelli, soprattutto sull’erba, la finestra per vincere certe partite è strettissima. Quando Dimitrov ha ripreso controllo del primo colpo dopo il servizio, l’italiano non ha più trovato abbastanza risposte per riaprire l’inerzia.
Il tabellone cambia peso: ora Dimitrov guarda alla seconda settimana
La vittoria porta Dimitrov agli ottavi e lo rimette dentro il discorso più interessante del torneo: quello delle seconde linee di lusso che possono sfruttare un tabellone in movimento. Wimbledon, in questa edizione, ha già mostrato quanto basti una giornata storta per ribaltare pronostici e gerarchie.
Per Berrettini, invece, resta il bivio del rientro ad alto livello. Il talento sull’erba non è in discussione, ma la continuità nei momenti lunghi resta il banco di prova più duro. La sua partita contro Dimitrov lascia una fotografia doppia: orgoglio competitivo da applausi, ma anche il rimpianto per un quinto set in cui il match è scappato troppo in fretta.
Conclusioni finali
Il verdetto di Wimbledon è netto: Dimitrov va avanti, Berrettini esce dopo aver sfiorato una rimonta pesantissima. Per il bulgaro è una vittoria che vale fiducia, ranking e credibilità nella seconda settimana. Per l’azzurro è una sconfitta dolorosa, perché arrivata dopo una reazione vera e davanti al pubblico del campo più importante del tennis.
Il torneo perde un protagonista italiano di grande richiamo, ma guadagna una storia forte: Dimitrov, wild card e veterano di classe, è ancora in grado di vincere partite che sembrano scivolare verso il caos. Sull’erba londinese, questo basta per trasformare un ottavo di finale in qualcosa di molto più pericoloso di una semplice tappa.
Fonti principali: ATP Tour, risultato e report di Wimbledon del 4 luglio 2026; Wimbledon, aggiornamenti ufficiali del torneo del 4 luglio 2026; The Guardian Sport, live Wimbledon day six del 4 luglio 2026.
