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Djokovic, verdetto Wimbledon: Safiullin lo scuote, quarti da record

Djokovic batte Safiullin a Wimbledon 2026 e centra un altro quarto Slam: vittoria pesante, ma il match lascia segnali da leggere.

Novak Djokovic in campo a Wimbledon
Foto: Marc Di Luzio / Wikimedia Commons, licenza CC BY 2.0. Novak Djokovic a Wimbledon.

Novak Djokovic ha superato Roman Safiullin negli ottavi di Wimbledon 2026, ma il passaggio del turno racconta molto più di una vittoria da favorito. Il serbo si è imposto 7-6(6), 6-3, 3-6, 6-3 e ha raggiunto un altro quarto di finale Slam, il sessantaseiesimo della carriera: un numero enorme, che conferma la sua permanenza nella parte più pesante del tabellone.

La partita, però, ha dato ragione a chi la presentava come un ottavo da non liquidare in fretta. Safiullin non si è limitato a restare in campo: ha tolto ritmo, ha strappato un set e ha obbligato Djokovic a vincere anche una battaglia nervosa. Proprio per questo il risultato cambia la lettura della seconda settimana: il campione avanza, ma non senza consumare energie e tensione.

Foto: Marc Di Luzio / Wikimedia Commons, licenza CC BY 2.0. Novak Djokovic a Wimbledon.

Safiullin lo costringe a sporcarsi le mani

Il primo set ha indirizzato psicologicamente l’incontro. Djokovic lo ha portato via al tie-break, 8-6, dopo una fase in cui Safiullin aveva mostrato esattamente i motivi del pericolo: colpi piatti, scambi brevi, servizio usato per evitare che il serbo entrasse subito in pressione. Sull’erba, contro un giocatore così diretto, bastano pochi punti storti per trasformare un match controllabile in una trappola.

Il secondo set sembrava aver rimesso Djokovic in pieno comando. Il 6-3 aveva il sapore del controllo, della gestione da campione abituato a togliere ossigeno agli avversari appena trova un varco. Poi è arrivato il terzo set di Safiullin, vinto 6-3, e il match ha cambiato temperatura: non più una pratica da archiviare, ma un test vero sulla pazienza e sulla capacità di non trasformare la frustrazione in disordine.

Servizio, risposta e nervi: dove si è decisa

La chiave è rimasta quella prevista alla vigilia: servizio contro risposta. Safiullin aveva bisogno di tante prime e di punti rapidi per non consegnare a Djokovic scambi costruiti. Djokovic, invece, doveva allungare i game di risposta, sporcare le percentuali dell’avversario e far pesare ogni turno di battuta. Quando il serbo ci è riuscito, il match è tornato sulla sua racchetta.

Il quarto set ha mostrato la differenza più importante: nei momenti in cui la partita rischiava di riaprirsi del tutto, Djokovic ha ritrovato profondità, prime solide e lucidità sulle palle che contavano. Non è stata una vittoria pulita, ma è una vittoria che pesa perché arriva in una giornata in cui l’avversario ha davvero creduto di poterlo trascinare oltre la zona di comfort.

Foto: Wikimedia Commons, immagine reale del Centre Court di Wimbledon.

Cosa cambia nel tabellone di Wimbledon

Il dato dei sessantasei quarti Slam racconta la dimensione storica, ma il tabellone guarda anche al presente. Djokovic resta in corsa e manda un messaggio: anche quando non domina, trova ancora il modo di attraversare i match complicati. Per gli altri favoriti è un segnale doppio. Da una parte il serbo è ancora lì, dall’altra ha concesso crepe emotive e tecniche che possono alimentare la fiducia di chi lo affronterà.

La seconda settimana di Wimbledon vive di dettagli. Un set perso, un tie-break tirato, un pomeriggio con troppi scatti nervosi possono lasciare tracce, soprattutto se il calendario diventa più duro e gli scambi si allungano. Safiullin non ha fatto saltare il banco, ma ha reso il percorso di Djokovic meno comodo. Ed è proprio questo il punto: il risultato non cambia solo il nome del qualificato, cambia anche il peso con cui il qualificato arriva al turno successivo.

Perché interessa anche il pubblico italiano

Ogni passaggio di Djokovic a Wimbledon riguarda indirettamente anche l’Italia del tennis, perché la seconda settimana resta il territorio in cui si incrociano ambizioni, gerarchie e possibili sfide di altissimo livello. Il nome di Jannik Sinner continua a pesare nella narrazione del torneo e ogni prova del serbo viene letta anche in prospettiva degli equilibri tra i grandi favoriti.

Per Djokovic, invece, il tema è diverso: trasformare una vittoria nervosa in benzina. Il campione ha attraversato pomeriggi così decine di volte nella sua carriera, ma proprio per questo sa che gli Slam non perdonano cali ripetuti. Il quarto di finale dirà se la fatica contro Safiullin è stata solo un allarme o l’inizio di una pressione più grande.

Conclusioni finali

Djokovic passa, Safiullin esce, ma il verdetto non è banale. Il serbo resta padrone del proprio destino a Wimbledon 2026, però lo fa dopo un ottavo che gli ha chiesto testa, pazienza e nervi. Il record dei quarti Slam rafforza la leggenda; il set perso e la frustrazione vista in campo ricordano che il torneo è entrato nella fase in cui anche i più grandi devono soffrire.

Fonti

LSDI.it, Djokovic-Safiullin a Wimbledon 2026: cosa cambia negli ottavi e perché il match pesa sul tabellone, 5 luglio 2026.
The Guardian, Wimbledon 2026 live day seven: Djokovic wins despite frustrating afternoon, 5 luglio 2026.
Eurosport.it, Wimbledon 2026 ottavi di finale: Roman Safiullin vs Novak Djokovic, segnalazione citata da LSDI.