Motori

F1, la FIA corregge i motori: dal 2027 più peso al termico e meno elettrico

Monoposto di Formula 1 in pista
Foto: Wikimedia Commons, immagine reale di Formula 1.

La Formula 1 non aspetta il prossimo cambio d’epoca per correggere la rotta. La FIA ha ratificato gli aggiustamenti alle power unit per le stagioni 2027 e 2028, intervenendo sul punto più discusso del nuovo regolamento: il rapporto tra motore termico, parte elettrica e gestione dell’energia. Non è un ribaltamento della filosofia ibrida, ma una revisione pesante del bilanciamento tecnico.

Il messaggio è chiaro: le monoposto dovranno restare efficienti e moderne, ma i piloti dovranno poter spingere di più, soprattutto in qualifica, senza trasformare ogni giro veloce in un esercizio di risparmio energetico. Dopo settimane di discussioni tra FIA, Formula 1, squadre e costruttori di power unit, il Consiglio Mondiale del Motorsport ha dato forma definitiva a un compromesso che accompagnerà il Circus per almeno due stagioni.

Che cosa cambia nelle power unit

La modifica più visibile riguarda la distribuzione della potenza. Nel 2027 il contributo del motore a combustione interna salirà rispetto all’impostazione iniziale, mentre la quota elettrica verrà ridotta. L’obiettivo tecnico è arrivare nel 2028 a un rapporto vicino al 60% termico e 40% elettrico, dopo una fase intermedia nel 2027.

Secondo il quadro comunicato e ricostruito dalle principali fonti internazionali, la potenza massima del V6 endotermico passerà da 400 kW a 420 kW nel 2027, per poi salire a 450 kW nel 2028. La spinta elettrica ordinaria dell’MGU-K scenderà invece da 350 kW a 300 kW, mentre resteranno strumenti di boost utili in fase di sorpasso. Cambiano anche i limiti di recupero energia, con valori più alti per evitare tagli troppo marcati di potenza sui rettilinei.

Perché la FIA interviene subito

Il regolamento 2026 ha aperto una fase tecnica molto ambiziosa: carburanti sostenibili, peso maggiore dell’elettrico, aerodinamica attiva e una nuova logica di gestione della potenza. Proprio l’equilibrio tra prestazione e recupero energetico, però, ha generato dubbi crescenti. Su alcuni tracciati il rischio era vedere piloti costretti a gestire il giro invece di attaccarlo, con differenze di velocità considerate eccessive in determinate situazioni.

La correzione non cancella l’identità ibrida della Formula 1, ma prova a renderla più leggibile. Più potenza termica significa una vettura meno dipendente dal ciclo di carica e scarica della parte elettrica. Allo stesso tempo, mantenere un sistema ERS rilevante consente alla categoria di non tornare indietro rispetto alla strada industriale intrapresa dai costruttori.

Il punto politico è altrettanto importante. I motoristi non avevano tutti la stessa posizione: chi chiedeva un intervento rapido voleva ridurre subito il peso della gestione energia, mentre altri costruttori preferivano tempi più lunghi per non stravolgere progetti già avanzati. La soluzione in due step offre una via d’uscita: cambiamento concreto nel 2027, assetto più netto nel 2028.

Effetti su Ferrari, Mercedes, Red Bull-Ford e Audi

Per squadre come Ferrari, Mercedes, Red Bull-Ford, Honda, Audi e Cadillac, la decisione ha conseguenze immediate sui piani di sviluppo. Aumentare il flusso di energia del carburante e la potenza del termico impone aggiornamenti di calibrazione, affidabilità e gestione termica, anche se la FIA ha scelto una strada pensata per evitare riprogettazioni radicali.

Il compromesso dovrebbe incidere soprattutto sulla preparazione del 2027. I team avranno più chiarezza sul bersaglio tecnico e potranno adattare simulazioni, strategie di raffreddamento e profili di erogazione. In pista, la speranza è vedere qualifiche più aggressive e meno condizionate dal risparmio, senza sacrificare del tutto i sorpassi generati dalla diversa gestione dell’energia in gara.

Un segnale anche per i piloti

Le critiche dei piloti hanno avuto un peso. La nuova Formula 1 chiedeva di guidare forte, ma anche di amministrare una quantità enorme di energia elettrica lungo il giro. La FIA ha raccolto queste osservazioni e ha scelto una correzione che punta a restituire naturalezza alla prestazione pura. Per il pubblico, il tema è semplice: meno calcoli invisibili e più attacco nei momenti decisivi.

Resta comunque una Formula 1 complessa, dove la power unit continuerà a essere uno dei fattori decisivi. La differenza la farà la capacità di trasformare le nuove percentuali in una macchina stabile, efficiente e guidabile. Chi interpreterà meglio il compromesso FIA potrà costruire un vantaggio non solo sul giro secco, ma anche sulla gestione gara.

Foto: Wikimedia Commons, immagine reale di Formula 1.

Conclusioni finali

La ratifica della FIA sui motori 2027-2028 è una correzione di peso, non una retromarcia. La Formula 1 resta ibrida, ma riconosce che il primo equilibrio del nuovo ciclo aveva bisogno di essere ricalibrato. Più motore termico, meno dipendenza dall’elettrico e una gestione energia più flessibile possono rendere le monoposto più comprensibili e più vicine all’idea di attacco continuo che piloti e tifosi chiedono.

Il vero banco di prova arriverà quando i team porteranno in pista le prime soluzioni nate con queste regole. Da lì si capirà se il compromesso sarà bastato per unire innovazione, spettacolo e sostenibilità senza aprire un nuovo fronte di polemiche tecniche.

Fonti principali: FIA, aggiornamenti regolamentari approvati dal World Motor Sport Council, 23 giugno 2026; ANSA Sport, la FIA adotta modifiche ai motori per il 2027 e il 2028, 23 giugno 2026; Sky Sports F1, Formula 1 agree engine rule changes for 2027 and 2028 seasons, 10 giugno 2026; Motorsport.com, F1 power unit changes announced for 2027 and 2028 seasons, 11 giugno 2026.