La Sprint Race di Formula 2 a Spielberg si è decisa nel punto più crudele e spettacolare: l’ultimo giro. John Bennett ha aspettato, consumato meno, letto la gara con freddezza e poi ha infilato Sebastian Montoya nel momento in cui il colombiano sembrava ormai vicino alla prima vittoria nella categoria. Per il pilota Trident è il primo successo in Formula 2; per il weekend austriaco, un nuovo episodio di una stagione che continua a cambiare gerarchie a ogni appuntamento.
Il risultato pesa anche oltre la cronaca del sabato. Bennett ha vinto in 39:23.246 dopo 28 giri, precedendo Montoya di 1.496 secondi e Rafael Villagómez di 1.634. Alle loro spalle, Alexander Dunne ha chiuso quarto e Gabriele Minì quinto, una posizione utile per restare agganciato alla lotta di vertice del campionato pur in una gara piena di contatti, neutralizzazioni e gestione gomma.
La mossa decisiva dopo una gara di pressione
Bennett era partito forte dalla seconda casella, prendendosi la testa alla prima curva. La corsa, però, si è complicata subito alle sue spalle con un incidente multiplo in curva 3: Rafael Câmara ha toccato Tasanapol Inthraphuvasak, innescando una sequenza che ha coinvolto anche Oliver Goethe, Emerson Fittipaldi e Dino Beganovic. Nello stesso punto sono arrivati problemi anche per Joshua Dürksen e Nikola Tsolov, segnale di una fase iniziale nervosa e poco lineare.
Alla ripartenza Montoya ha aumentato la pressione. Il pilota Prema ha studiato Bennett per diversi passaggi, restando costantemente in zona DRS, fino al sorpasso in curva 4. Da quel momento la gara sembrava spostata verso la sua direzione: pista pulita, ritmo stabile e un vantaggio sufficiente per controllare. Ma Spielberg, con rettilinei brevi e staccate violente, non concede mai margini comodi quando le gomme posteriori iniziano a perdere efficacia.
Montoya vicino al colpo, Trident raccoglie il premio
La differenza è emersa nel finale. Bennett non ha forzato quando Montoya sembrava più rapido, ha evitato di surriscaldare le gomme e si è tenuto abbastanza vicino per costruire l’attacco. L’azione decisiva è arrivata con un cambio di traiettoria pulito, da pilota che aveva ancora grip e lucidità. Non è stato un sorpasso casuale, ma il risultato di una gestione più paziente.
Per Montoya resta una prestazione di alto livello, anche se il secondo posto lascia inevitabilmente rimpianti. Il colombiano ha guidato a lungo la corsa e ha confermato progressi importanti sul passo gara. Villagómez, terzo, ha completato un podio che premia tre piloti capaci di restare fuori dai guai in una Sprint nella quale la prima metà ha tolto subito serenità a diversi protagonisti.
Minì limita i danni e guarda alla Feature Race
Dal punto di vista italiano, il quinto posto di Gabriele Minì va letto con equilibrio. Non è il risultato che cambia una stagione, ma in un campionato così stretto può diventare prezioso. Il pilota MP Motorsport ha chiuso a 2.579 secondi dal vincitore, davanti a Roman Bilinski, Kush Maini, Nikola Tsolov, Rafael Câmara e Noel León nella top ten ufficiale.
La qualifica aveva già mostrato distacchi minimi: León aveva firmato il riferimento in 1:15.544, con Minì quarto a 225 millesimi. In questo contesto ogni punto può avere un valore superiore alla posizione nominale, soprattutto perché la Feature Race di domenica distribuirà il bottino più pesante e rimetterà al centro degrado gomme, passo sul lungo periodo e strategie.
Una Sprint che cambia il tono del weekend
Il Red Bull Ring continua a essere una pista apparentemente semplice ma severa. Pochi chilometri, tanti riferimenti di frenata e tre zone DRS creano corse in cui l’attacco è possibile, ma sbagliare il momento costa caro. Bennett ha vinto proprio perché ha accettato di non vincere la gara a metà distanza: ha lasciato che Montoya si esponesse, poi ha trasformato l’ultimo giro nella sua occasione.
Per Trident è una risposta importante in un campionato in cui la continuità pesa quanto il talento puro. Per Prema, il podio di Montoya è comunque un segnale competitivo. Per Minì, il sabato austriaco consegna punti e informazioni utili, senza chiudere nessuna porta in ottica classifica.
Conclusioni finali
La vittoria di Bennett a Spielberg è una di quelle che restano nella memoria di una stagione perché nasce da un finale diretto, leggibile e sportivamente duro. Montoya ha perso una corsa che sembrava controllata, ma ha mostrato passo e maturità. Minì ha limitato i danni e resta dentro una lotta che, dopo sei round, non permette ancora calcoli comodi. La Feature Race dirà se il colpo di Bennett sarà un episodio isolato o l’inizio di un nuovo equilibrio nel gruppo di testa della Formula 2.
Fonti principali:
FIA Formula 2, “SPRINT RACE: Bennett makes final lap overtake on Montoya for maiden victory in Spielberg”, 27 giugno 2026.
FIA Formula 2, risultati ufficiali Round 6 Austria Spielberg 2026.
Formula 1, highlights Formula 2 Spielberg Sprint Race 2026, 27 giugno 2026.
