Gian Piero Gasperini traccia la linea della nuova Roma e riparte da una certezza: Gianluca Mancini resta al centro del progetto giallorosso.
Il tecnico ha chiarito che il difensore non è considerato in uscita, nonostante l’interesse dell’Inter. La Roma vuole dare continuità al terzo posto appena conquistato e provare ad alzare il livello della squadra, ma senza perdere di vista l’equilibrio economico. Il messaggio è netto: rafforzare il gruppo, sì, ma evitando scelte che possano complicare i conti del club.
Mancini blindato: il messaggio all’Inter e allo spogliatoio
Il passaggio più netto è arrivato a margine dell’evento per i 50 anni del torneo di tennis e padel dell’Accademia dello Sport per la Solidarietà. Il tema era Mancini, finito nel mirino dell’Inter. A Sky Sport, Gasperini ha chiuso la questione senza troppi giri di parole: “Mancini all’Inter? Non se ne va, gliel’ho già detto. Può fare quello che vuole l’Inter, ma se un giocatore vuole rimanere, rimane”.
Una frase secca, da allenatore che non vuole trascinarsi il caso per tutta l’estate. Il difensore, per peso nello spogliatoio e personalità, è uno dei punti fermi della Roma che ha in testa. E il messaggio vale anche per il gruppo: chi vuole restare dentro il progetto, resta. A Roma, dove una voce di mercato può diventare tormentone in poche ore, serviva dirlo subito.
Bilancio e ambizione: il mercato tra cessioni necessarie e innesti mirati
Gasperini non ha nascosto l’altra faccia del discorso, quella meno comoda. “Io vorrei tenerli tutti, ma ci sono esigenze di bilancio. Proveremo a tenere i migliori”, ha spiegato. Tradotto: la Roma dovrà muoversi sul mercato con margini precisi, senza promesse fuori misura. L’obiettivo è chiaro: difendere l’ossatura della squadra, valutare eventuali uscite e prendere giocatori utili davvero.
“Dobbiamo lavorare con serietà e attenzione”, ha aggiunto il tecnico, ricordando che la Roma è “una piazza importante” e che c’è il dovere di “provare a migliorare la squadra e dare soddisfazione ai tifosi”. Il punto è tutto qui: non smontare ciò che ha funzionato, ma non accontentarsi del risultato ottenuto. Un equilibrio delicato, soprattutto in un’estate in cui un’offerta può cambiare i piani in fretta.
Dybala, Pellegrini e lo zoccolo duro da cui ripartire dopo il terzo posto
Il terzo posto, per Gasperini, pesa. Non è un punto d’arrivo definitivo, ma nemmeno un dettaglio. “Siamo arrivati terzi, un traguardo importante per noi come squadra, per i tifosi e per la società”, ha detto, sottolineando il percorso di un gruppo che “ha lottato con una voglia straordinaria”. Dentro questa idea rientrano anche Paulo Dybala e Lorenzo Pellegrini, indicati come giocatori da cui ripartire, pur con situazioni contrattuali da seguire.
“Fondamentale ripartire da giocatori come Dybala e Pellegrini che sono in scadenza”, ha spiegato ancora Gasperini. La linea è prudente, ma chiara: tenere lo zoccolo duro e aggiungere qualità dove serve. Poi, a fine serata, anche una battuta su Flavio Cobolli, romanista e protagonista al Roland Garros: “Se decide di prendere un anno sabbatico dal tennis lo proviamo terzino”. Una chiusura leggera, dopo messaggi molto concreti.
