L’Italia del volley maschile non si limita a vincere: contro l’Argentina sceglie la strada più pesante, quella del 3-0 senza set concessi, e sposta la propria corsa VNL in una zona molto più favorevole. A Osaka gli azzurri di Ferdinando De Giorgi chiudono con parziali identici per equilibrio e gestione, 25-22, 25-22, 25-22, trasformando una partita da dentro o fuori in un segnale di maturità.
Il dato che conta è doppio. Da una parte arriva il settimo successo nella fase intercontinentale, dall’altra la classifica sale a 23 punti, con il quinto posto momentaneo indicato dalla FIPAV e una qualificazione alle Finals ormai molto vicina. Non è ancora matematica da trattare con leggerezza, ma l’Italia ha tolto pressione alla gara di domenica 19 luglio contro Cuba, prevista alle 8.30 italiane.
Tre set uguali, un messaggio diverso
Il 25-22 ripetuto tre volte racconta una partita più complessa di quanto dica il risultato secco. L’Argentina è rimasta dentro ogni set, ha costretto l’Italia a giocare punti veri nella seconda metà dei parziali e ha impedito agli azzurri di scappare troppo presto. Proprio qui sta la parte più interessante: Giannelli e compagni non hanno avuto bisogno di un dominio spettacolare, ma di continuità, cambio palla e lucidità nei finali.
In VNL questo pesa più del singolo tabellino. La formula premia chi accumula vittorie e punti senza regalare tie-break, e un 3-0 su una rivale fisica come l’Argentina vale anche come gestione delle energie. Dopo il successo sul Belgio e la sconfitta al quinto con il Giappone, l’Italia aveva bisogno di una risposta netta: è arrivata con una prova meno rumorosa, ma molto più utile alla classifica.
Perché la vittoria cambia la corsa azzurra
Il calendario della Pool 9 metteva l’Italia davanti a una mini-volata asiatica: Giappone, Belgio, Argentina e Cuba in cinque giorni. Il ko al tie-break con i padroni di casa aveva lasciato un margine ridotto, ma le due vittorie successive hanno rimesso la Nazionale dentro il gruppo che controlla il proprio destino. Il successo sull’Argentina aggiunge soprattutto tre punti pieni, la moneta più preziosa nella corsa alle Finals.
La prossima partita con Cuba diventa quindi un esame di chiusura, non una rincorsa disperata. De Giorgi potrà valutare condizione, rotazioni e gestione dei titolari sapendo che la squadra ha già prodotto il risultato chiave del weekend. È un dettaglio non secondario: nella VNL moderna non basta essere forti, bisogna arrivare alle Finals con un’identità ancora leggibile e con il gruppo non consumato.
La mano di De Giorgi
La partita di Osaka conferma una linea tecnica ormai chiara. L’Italia lavora per restare aggressiva, ma non dipende soltanto dalla fiammata. Nel finale dei set ha saputo tenere l’ordine, proteggere il cambio palla e far pesare la maggiore abitudine alle partite ad alta responsabilità. In una fase in cui ogni punto può spostare il tabellone, questo significa controllo emotivo prima ancora che brillantezza.
La presenza di Simone Giannelli resta centrale per ritmo e letture, ma il valore della vittoria sta nel collettivo. L’Italia ha evitato cali lunghi, ha mantenuto alta la soglia di attenzione e ha impedito all’Argentina di trasformare i finali punto a punto in una partita nervosa. Non è una vittoria da archivio: è una vittoria che prepara il giorno dopo.
Conclusioni finali
Il 3-0 sull’Argentina consegna all’Italia una posizione molto più solida nella Volleyball Nations League. La qualificazione alle Finals non va trattata come già chiusa finché non arriva il verdetto definitivo, ma gli azzurri hanno fatto ciò che serviva: vincere bene, prendere punti pieni e arrivare a Cuba con il controllo della propria corsa.
Per De Giorgi il segnale migliore non è solo il risultato. È la capacità di vincere tre set equilibrati senza perdere direzione, un dettaglio che nelle fasi finali può valere quanto un exploit tecnico. Se l’Italia confermerà questa tenuta anche nell’ultima gara della Pool 9, la VNL potrà diventare qualcosa di più di una semplice qualificazione: un banco di prova reale per misurare ambizione, gerarchie e profondità del gruppo azzurro.
Fonti: FIPAV; Volleyball World; OA Sport.
