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Italia d’argento nella Senna: Paltrinieri chiude la rimonta

Ginevra Taddeucci nuota nella Senna durante gli Europei di nuoto in acque libere 2026
Ginevra Taddeucci in gara nella Senna agli Europei di nuoto 2026. Foto: Mbzt / Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0.

L’Italia del fondo chiude gli Europei con un altro segnale pesante: argento nella 4×1500 mista sulla Senna, dietro alla Germania e davanti all’Ungheria. La medaglia pesa per il valore tecnico della gara, ma anche per il modo in cui e’ arrivata: quattro frazioni diverse, una corsa sempre sul filo e Gregorio Paltrinieri chiamato a trasformare l’ultima parte in una rimonta da capitano.

La squadra azzurra era composta da Barbara Pozzobon, Ginevra Taddeucci, Marcello Guidi e Paltrinieri. Non e’ stato un argento di gestione, ma di resistenza: l’Italia ha dovuto restare viva quando la Germania ha provato ad allungare, difendere il podio quando l’Ungheria ha cambiato passo e poi giocarsi tutto negli ultimi metri. Nel bilancio degli Europei di Parigi, raccontati anche nel nostro approfondimento sul piano azzurro nella Senna, questa staffetta diventa la fotografia piu’ chiara della profondita’ del gruppo.

La staffetta che ha tenuto aperta la gara

Il primo merito e’ stato restare dentro una prova che non perdona pause. Pozzobon ha dato all’Italia una partenza ordinata, utile a non lasciare subito spazio alle avversarie. In una staffetta di fondo non basta partire forte: serve consegnare il cambio con margine tecnico, senza pagare troppo nelle traiettorie e nei contatti. E il primo segmento ha lasciato la squadra in una posizione ancora pienamente competitiva.

La seconda frazione ha aumentato il peso della gara. Taddeucci, gia’ protagonista individuale a Parigi, ha nuotato con la responsabilita’ di tenere l’Italia agganciata alla Germania e di non concedere campo all’Ungheria. Il suo passaggio e’ stato il punto in cui l’argento ha iniziato a prendere forma: non uno strappo definitivo, ma una tenuta mentale che ha impedito alla prova di spaccarsi troppo presto.

Guidi ha poi ereditato una parte complicata. La Germania ha potuto contare su un cambio maschile molto aggressivo e l’Ungheria ha provato a rientrare con decisione. In quel tratto l’Italia ha perso qualcosa, ma non la gara. Il dato centrale e’ proprio questo: il podio e’ rimasto vivo, abbastanza vicino da permettere a Paltrinieri di entrare nell’acqua con un compito chiaro.

Paltrinieri e il valore dell’ultima frazione

L’ultima frazione di Paltrinieri non va letta solo come una caccia alla Germania. Il riferimento tecnico era piu’ ampio: controllare l’Ungheria, scegliere la scia giusta, non scoprirsi troppo presto e tenere aperta la possibilita’ di un rientro. Nel fondo, soprattutto su un percorso fluviale, l’energia si consuma anche nelle scelte invisibili: posizione, virate, accelerazioni brevi, contatti, corrente.

La Germania ha vinto l’oro con maggiore continuita’ complessiva. L’Italia, pero’, ha confermato una caratteristica che negli ultimi anni ha fatto la differenza: una squadra lunga, non dipendente da un solo nome. La presenza di Paltrinieri resta enorme, ma l’argento nasce prima del suo ingresso, nella capacita’ di Pozzobon, Taddeucci e Guidi di consegnargli una gara ancora aperta.

Gregorio Paltrinieri con la medaglia sul podio olimpico, riferimento alla chiusura della staffetta azzurra
Gregorio Paltrinieri sul podio olimpico di Tokyo. Foto: National Olympic Committee of Ukraine / Wikimedia Commons, licenza CC BY 4.0.

C’e’ anche un aspetto narrativo forte. Paltrinieri arrivava da giornate non semplici nella Senna, con risultati individuali pesati al dettaglio e avversari come Florian Wellbrock capaci di cambiare ritmo con autorita’. Chiudere gli Europei trascinando una staffetta sul podio significa spostare il racconto: non solo il campione che deve rispondere, ma il capitano che mette esperienza al servizio del gruppo.

Perche’ questo argento conta oltre il medagliere

Gli Europei di Parigi hanno ribadito che l’Italia del fondo non e’ un episodio isolato, ma un sistema competitivo. Taddeucci ha aggiunto continuita’ e personalita’, Pozzobon ha portato solidita’, Guidi ha retto un cambio difficile e Paltrinieri ha chiuso con la presenza del leader.

Il risultato completa una rassegna ricca per il nuoto azzurro, tra fondo, tuffi e artistico. Ma la staffetta ha una particolarita’: mette insieme uomini e donne, esperienza e nuova energia, tattica individuale e responsabilita’ collettiva. Per questo l’argento non racconta soltanto una classifica. Racconta una nazionale capace di adattarsi, anche quando il percorso non e’ lineare e quando l’oro resta appena fuori portata.

Conclusioni finali

L’argento nella 4×1500 mista e’ una delle medaglie piu’ significative della spedizione italiana agli Europei di nuoto in acque libere. La Germania ha meritato l’oro, l’Ungheria ha tenuto alto il livello della sfida, ma l’Italia ha confermato la propria identita’: stare nella gara, resistere ai momenti critici e affidarsi a una chiusura di qualita’. La Senna, ancora una volta, ha chiesto lucidita’ prima ancora che potenza. Gli azzurri hanno risposto con una prova completa, non perfetta, ma solida abbastanza da trasformare l’ultima giornata in un podio che pesa.

Fonti principali: ANSA, Europei di nuoto, argento Italia nella staffetta mista 4 x 1.5 km. Sky TG24, Europei nuoto 2026, argento Italia nella staffetta mista 4×1500. Rai News, Staffetta mista di fondo: Italia d’argento con Paltrinieri, Taddeucci, Pozzobon e Guidi. Askanews, Europei Nuoto, l’Italia e’ argento con la staffetta 4×1500.