La storia del Motomondiale è da sempre scandita da dualismi epici, ma nessuno nell’era moderna ha infiammato gli animi come la leggendaria rivalità tra Valentino Rossi e Marc Marquez. Un rapporto nato sotto il segno della reciproca stima si è rapidamente trasformato in uno scontro titanico, generazionale e psicologico, il cui punto di non ritorno è rimasto impresso nella memoria collettiva a partire dai velenosi fatti di Sepang nel 2015.
Quella storica fiammata agonistica ha ridefinito i confini della MotoGP, trasformando ogni singola staccata in una questione di principio tra il campione affermato, simbolo globale delle due ruote con il suo iconico numero 46, e il famelico cannibale di Cervera, determinato a scardinare le gerarchie della velocità. Quello tra il fenomeno di Tavullia e l’asso spagnolo non è mai stato un semplice confronto di traiettorie, bensì una logorante guerra di nervi consumata sia dentro che fuori dalle piste.
Nonostante il ritiro del fuoriclasse italiano, l’eco di quelle battaglie continua a risuonare intatta nel paddock, lasciando un’eredità pesante con cui il pilota della Ducati deve fare i conti ogni volta che dà la caccia ai primati della categoria regina.
Marquez insidia Valentino Rossi: mancano “solo” 15 lunghezze per raggiungere il Dottore
Il presente della classe regina rimette però al centro della scena il talento iberico, autore di un fine settimana perfetto nel Gran Premio d’Ungheria. Sul tracciato magiaro, l’alfiere della Ducati ha firmato una tripletta d’autore conquistando la pole position, la Sprint e la gara domenicale. Questo successo gli ha permesso di abbattere il muro delle 100 vittorie nel Motomondiale, consolidando il terzo posto all’interno della classifica di tutti i tempi.
Marquez insidia Valentino Rossi: mancano “solo” 15 lunghezze per raggiungere il Dottore – spalferrara.it (foto: profilo IG Marquez)
Davanti a lui restano ormai soltanto due miti assoluti: Giacomo Agostini a quota 123 e proprio l’eterno rivale Valentino Rossi, fermo a 115 traguardi. Di fatto, con questo storico traguardo il pilota di Cervera si svela a sole 14 lunghezze dall’agganciare la scia dei primatisti storici, trovandosi precisamente a -15 dal 46 per riscrivere la storia delle due ruote. Una rincorsa che sembrava utopia dopo il calvario fisico iniziato a Mandalika 2025: “L’infortunio in Indonesia è stato duro fisicamente, ma ancora di più mentalmente”.
Reduce da due delicati interventi alla spalla subiti l’11 maggio scorso, lo spagnolo ha ammesso: “Spero però che questo sia il mio ultimo ritorno”. Il fuoriclasse ha poi aggiunto che questo ritorno non è finito e che la tappa precedente è servita come test: “Sono andato al Mugello per preparare questa gara”. La vittoria ha ridotto a 72 punti il distacco dal leader della classifica Marco Bezzecchi, precedentemente distante 103 lunghezze, complice l’incidente iniziale che ha coinvolto rivali come Jorge Martin, Fabio Di Giannantonio, Raul Fernandez e Fermin Aldeguer.
