Il Mondiale 2026 ha cambiato tono. Finita la lunga scrematura dei gironi, per le nazionali europee rimaste in corsa comincia la parte in cui non bastano piu’ classifica, differenza reti e calcoli: una notte sbagliata vale il ritorno a casa. Il nuovo formato allargato porta ai sedicesimi un tabellone piu’ fitto, ma non meno selettivo. Anzi, proprio l’ingresso di trentadue squadre nella fase a eliminazione diretta moltiplica gli incroci scomodi e accorcia il margine d’errore per le favorite.
L’Europa si presenta con un blocco molto ampio: Francia, Inghilterra, Germania, Spagna, Portogallo, Paesi Bassi, Belgio, Croazia, Svizzera, Austria, Norvegia, Svezia e Bosnia-Erzegovina hanno trovato posto nel primo turno a eliminazione. Il dato conferma la profondita’ del calcio continentale, ma racconta anche un tabellone gia’ carico di duelli interni e prove contro selezioni extraeuropee che nei gironi hanno mostrato organizzazione e ritmo.
Francia e Inghilterra, il peso delle favorite
La Francia arriva al dentro o fuori con un percorso netto nel girone: vittorie contro Senegal, Iraq e Norvegia, attacco sempre produttivo e una sensazione di superiorita’ fisica che rende la sfida con la Svezia una verifica piu’ tattica che emotiva. Il pericolo, per Deschamps e i suoi, e’ quello tipico delle partite che sembrano indirizzate prima del fischio d’inizio: la Svezia ha gia’ strappato il pass da terza e puo’ permettersi un piano prudente, compatto, costruito per allungare la partita.
L’Inghilterra, invece, ha chiuso il gruppo da prima dopo il successo con la Croazia, il pari con il Ghana e il 2-0 su Panama. Ora trova la Repubblica Democratica del Congo, avversaria meno mediatica ma non banale in un torneo che ha gia’ punito chi ha interpretato il calendario con troppa superficialita’. Per Southgate il punto centrale resta l’equilibrio: talento offensivo, gestione dei ritmi e copertura preventiva dovranno stare insieme, perche’ il Mondiale dei sedicesimi non concede molte possibilita’ di correzione.
Germania e Spagna, due strade diverse verso lo stesso obiettivo
La Germania ha iniziato con forza, segnando sette gol a Curaçao e battendo la Costa d’Avorio, prima dello stop contro l’Ecuador. Il sedicesimo con il Paraguay, in programma a Boston, diventa quindi un passaggio psicologico oltre che tecnico: Nagelsmann deve rimettere ordine dopo una chiusura di gruppo meno pulita e trasformare il possesso in occasioni senza concedere campo alle transizioni sudamericane.
La Spagna ha invece costruito il primo posto nel girone H con una progressione piu’ controllata: 0-0 iniziale con Capo Verde, 4-0 all’Arabia Saudita e 1-0 all’Uruguay. Contro l’Austria servira’ una partita paziente, perche’ la nazionale austriaca ha gia’ dimostrato di saper resistere dentro gare sporche e ad alto ritmo. L’incrocio e’ interessante proprio per questo: palleggio e occupazione razionale degli spazi da una parte, pressione e verticalita’ dall’altra.
Gli incroci che possono cambiare il tabellone
Il calendario mette subito sul tavolo sfide che possono pesare anche sui turni successivi. Portogallo-Croazia e’ il confronto piu’ europeo e piu’ carico di memoria competitiva: due nazionali abituate a vivere partite chiuse, con giocatori capaci di decidere anche quando il volume offensivo non e’ costante. La Croazia ha perso con l’Inghilterra ma si e’ rimessa in piedi contro Panama e Ghana; il Portogallo ha alternato una goleada all’Uzbekistan a due pareggi, segnale di un potenziale enorme ma ancora da stabilizzare.
Occhio anche a Paesi Bassi-Marocco, partita che si annuncia intensa per identita’ tecniche e ritmo. Gli Oranje hanno chiuso in crescita dopo il pari con il Giappone, mentre il Marocco resta una squadra abituata a proteggere bene l’area e ripartire con qualita’. La Svizzera, prima nel gruppo B, pesca l’Algeria; il Belgio trova il Senegal; la Bosnia-Erzegovina va contro gli Stati Uniti padroni di casa, in una partita che avra’ anche un peso ambientale evidente.
Conclusioni finali
Il primo turno a eliminazione del Mondiale 2026 non e’ soltanto un passaggio intermedio verso gli ottavi tradizionali: e’ il nuovo filtro competitivo del torneo allargato. Le big europee hanno ancora una presenza forte, ma la quantita’ non garantisce continuita’. Tra favorite chiamate a confermarsi, outsider europee in cerca di un colpo e avversarie extra-continentali pronte ad abbassare il ritmo o ad alzarlo improvvisamente, la fase decisiva parte con un messaggio chiaro: da qui in avanti il prestigio pesa, ma non protegge.
Fonti principali: UEFA, quadro delle nazionali europee al Mondiale 2026 e calendario della fase a eliminazione, 29 giugno 2026; FIFA, calendario ufficiale e risultati del Mondiale 2026; Sky Sport, tabellone e incroci della fase a eliminazione, 29 giugno 2026.
