La MotoGP cambia prima ancora di arrivare alla rivoluzione tecnica del 2027. La Grand Prix Commission ha deciso di anticipare il divieto degli holeshot device, i dispositivi che abbassano la moto nelle fasi di partenza, già dal Gran Premio d’Olanda ad Assen. Non è un dettaglio da regolamento letto a margine del weekend: è una scelta che incide sul modo in cui i piloti preparano lo scatto dalla griglia, sulla gestione del rischio nei primi metri e sul lavoro dei team in una fase della stagione in cui ogni punto pesa.
La novità arriva in un momento sensibile. Il calendario porta il paddock dal weekend di Brno alla “Cattedrale della velocità”, dove il programma ufficiale prevede prove MotoGP da venerdì, qualifiche e Sprint al sabato, gara domenica alle 14:00 locali. Proprio ad Assen, dunque, i team dovranno presentarsi senza una soluzione tecnica diventata negli anni parte integrante della procedura di partenza.
Perché lo stop arriva subito
Il bando degli holeshot device era già previsto nel pacchetto di cambiamenti regolamentari della prossima stagione. La decisione più significativa, però, è l’anticipo al weekend olandese del 2026. Il messaggio è chiaro: il tema sicurezza nelle partenze non viene rinviato alla nuova era tecnica, ma affrontato immediatamente con un intervento valido per il prosieguo del campionato.
Questi dispositivi servono ad abbassare la moto, limitare l’impennata e rendere più efficace lo scatto iniziale. Nel tempo sono diventati strumenti sofisticati, utili per guadagnare metri preziosi prima della prima curva. La stessa efficacia, però, ha alimentato il dibattito: quando tutta la griglia cerca la massima accelerazione con moto più basse e ravvicinate, la finestra di reazione si restringe e il margine d’errore si assottiglia.
Da Assen, quindi, il via tornerà a dipendere di più dal controllo manuale del pilota, dalla frizione, dalla trazione e dalla capacità del team di trovare un assetto efficace senza l’aiuto di quel sistema. Non significa partenze meno competitive, ma partenze diverse: più leggibili, meno condizionate da un automatismo meccanico e probabilmente più selettive per sensibilità e gestione del gas.
La griglia cambia dal GP di Germania
Il secondo intervento riguarda la disposizione in griglia. Dal Gran Premio di Germania, la distanza fra un pilota e l’altro passerà da tre a quattro metri. Poiché la MotoGP mantiene tre piloti per fila, la distanza complessiva fra le righe salirà da nove a dodici metri. La modifica varrà per tutte le classi, non soltanto per la categoria regina.
È una scelta meno appariscente del divieto agli holeshot, ma forse altrettanto importante. Aumentare lo spazio significa ridurre la compressione del gruppo nel momento più delicato: il rilascio della frizione, la ricerca della scia, la prima staccata. In una griglia moderna, dove le differenze di prestazione sono minime e i piloti arrivano affiancati alla prima curva, un metro in più può cambiare la qualità del rischio.
La misura tocca anche il lavoro sportivo. Le qualifiche continueranno a pesare moltissimo, ma una partenza con più distanza potrebbe rendere leggermente meno caotica la fase in cui chi scatta dalle file arretrate prova a guadagnare posizioni in pochi secondi. Non elimina il contatto, parte naturale delle corse, ma ridisegna il contesto in cui quel contatto può nascere.
Effetto sui team e sul campionato
Per i reparti tecnici l’impatto è immediato. Togliere gli holeshot a stagione in corso costringe le squadre a ricalibrare procedure, simulazioni e istruzioni ai piloti. Non si tratta soltanto di smontare un componente: bisogna ridefinire l’equilibrio tra elettronica, assetto, geometrie e feeling nei primi metri. Chi aveva costruito partenze particolarmente efficaci attorno a quel sistema perde un riferimento; chi invece faticava nella fase di scatto può trovare una piccola opportunità di riequilibrio.
Il provvedimento si inserisce anche nella cornice più ampia della MotoGP che guarda al ciclo 2027-2031. Il campionato sta lavorando su moto meno estreme, su una governance tecnica più controllata e su limiti più chiari per i costruttori. Nella stessa comunicazione è stato formalizzato anche il tetto, dal 2028, di sei moto per ciascun costruttore se saranno presenti almeno cinque Case nel Mondiale: una norma che fotografa l’equilibrio attuale, ma lo rende regola per il futuro.

Conclusioni finali
Lo stop agli holeshot device da Assen e la nuova distanza in griglia dal Sachsenring raccontano una MotoGP che non aspetta il cambio di regolamento per intervenire sulla sicurezza. La decisione modifica una delle fasi più spettacolari e delicate della gara, sposta più responsabilità sul pilota e obbliga i team a reagire in fretta. Non è una rivoluzione visibile come una nuova cilindrata o una nuova aerodinamica, ma può cambiare partenze, strategie e gerarchie nei dettagli. E in un Mondiale così compresso, i dettagli sono spesso il punto in cui si decide una domenica.
Fonti principali:
MotoGP.com, “Holeshot devices banned from Assen, grid layout to change from Germany”, 22 giugno 2026.
MotoGP.com, “TIME SCHEDULE: Tissot Grand Prix of the Netherlands”, 24 giugno 2026.
MotoGP.com, comunicazione Grand Prix Commission su aggiornamenti regolamentari 2026.
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