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Open d’Italia 2026, Torino accende il grande golf: 19 azzurri sfidano Major Champions e stelle internazionali

Open d'Italia 2026 al Circolo Golf Torino dal 25 al 28 giugno: 156 giocatori, 19 italiani, montepremi da 3 milioni e posto per The Open.

Renato Paratore in campo verso il DS Automobiles 83 Open d'Italia
Foto: 3MIND/FIG - Open d'Italia

Il golf italiano entra nella settimana più importante della sua stagione con un appuntamento che pesa ben oltre il calendario. Dal 25 al 28 giugno 2026 il Circolo Golf Torino ospita il DS Automobiles 83° Open d’Italia, tappa del DP World Tour e vetrina centrale per capire lo stato di salute del movimento azzurro. Non è soltanto una gara: è il ritorno del grande golf in Piemonte, su un campo che ha formato campioni e che conosce bene il significato di un Open nazionale.

La partenza ufficiale arriverà giovedì, ma il clima del torneo è già acceso con practice round, Rolex Young Amateurs Pro-Am e Rolex Pro-Am. La notizia sportiva è chiara: al via ci saranno 156 giocatori, un montepremi da 3 milioni di dollari, tre vincitori Major e soprattutto 19 italiani chiamati a inseguire un successo che manca dal 2016, l’anno dell’ultimo trionfo firmato da Francesco Molinari.

Un field da evento internazionale

L’elenco dei protagonisti dà al torneo una dimensione tecnica molto alta. Accanto a Francesco Molinari ci saranno Patrick Reed, Danny Willett e Luke Donald, nomi che raccontano Masters, Ryder Cup e leadership mondiale. La presenza di Donald aggiunge anche una chiave prospettica: il capitano europeo di Ryder Cup porta a Torino esperienza, carisma e attenzione verso i giovani, con una masterclass dedicata allo short game.

Nel field figurano anche giocatori abituati a palcoscenici globali, da Joaquin Niemann a Branden Grace, fino a una pattuglia di specialisti del DP World Tour reduci da vittorie stagionali. È un Open che mescola traiettorie diverse: campioni affermati, profili LIV, vincitori europei, past winner e giocatori in cerca di rilancio. Per il pubblico italiano significa vedere dal vivo un livello competitivo raro, senza dover attendere Ryder Cup o Major.

I 19 italiani e il peso dei Molinari

Il tema azzurro è il cuore della settimana. Francesco Molinari torna in un contesto emotivamente forte, perché il Circolo Golf Torino è anche un luogo della sua formazione. Con lui c’è Edoardo Molinari, altro volto centrale del golf italiano e vicecapitano europeo in Ryder Cup. La loro presenza non è solo simbolica: su un percorso conosciuto nei dettagli, l’esperienza può incidere nella gestione dei momenti più delicati.

Dietro i Molinari il gruppo italiano è ampio e interessante. Guido Migliozzi, Matteo Manassero e Renato Paratore hanno già vinto sul circuito e rappresentano la fascia più attesa. Con loro ci sono Francesco Laporta, Gregorio De Leo, Filippo Celli, Stefano Mazzoli e altri azzurri entrati dal ranking o dalle qualifiche. Spazio anche agli amateur Giovanni Binaghi, Filippo Ponzano e Michele Ferrero, chiamati a trasformare l’esperienza in un passaggio di crescita.

Foto: Matteo Zanardi – Open d'Italia

Torino, pubblico e posta in palio

La formula resta quella classica: quattro giri da 18 buche, taglio dopo 36 buche per i migliori 65 e pari merito. Il vincitore riceverà 510.000 dollari, ma la posta non è soltanto economica. L’Open d’Italia 2026 rientra anche nel percorso di qualificazione verso The Open, con un posto disponibile per Royal Birkdale al miglior piazzato non ancora esente. Questo dettaglio può cambiare l’intensità della domenica, soprattutto per chi vede Torino come una porta verso un Major.

Il torneo vuole parlare anche fuori dal green. La Fan Zone, gli eventi post-gara, le attività per giovani e il progetto GolfPop della Federazione Italiana Golf puntano ad allargare il pubblico. È un passaggio non secondario: il golf italiano ha bisogno di campioni, ma anche di luoghi e format capaci di renderlo più accessibile, meno chiuso nella percezione comune e più riconoscibile come sport di tecnica, concentrazione e cultura agonistica.

Perché questo Open pesa per il movimento

Il ritorno in Piemonte per la quattordicesima volta nella storia dell’evento ha un valore sportivo e territoriale. Il Circolo Golf Torino, nella cornice della Mandria, ha già ospitato edizioni importanti e possiede una tradizione agonistica profonda. Portare qui un field così ricco significa rimettere al centro un impianto che unisce storia, identità e difficoltà tecnica.

Per gli italiani, il punto è misurarsi senza alibi. Il successo manca da dieci anni, e proprio il nome di Molinari rende il confronto inevitabile. Non bisogna chiedere per forza una vittoria, ma una presenza competitiva sì: passare il taglio in massa, portare almeno un azzurro nelle zone alte e dare segnali concreti in una settimana seguita da pubblico, media e sponsor sarebbe un risultato pesante.

Conclusioni finali

L’Open d’Italia 2026 arriva nel momento giusto per verificare ambizioni e profondità del golf nazionale. Torino offre un campo autorevole, il DP World Tour porta un livello internazionale, gli azzurri hanno numeri e storie per prendersi spazio. Da giovedì il racconto si sposterà sui colpi, sui green e sulla tenuta mentale: lì si capirà se l’appuntamento sarà soltanto una grande vetrina o anche una settimana di svolta per il movimento italiano.

Fonti principali: Open d’Italia Golf, “Al Circolo Golf Torino lo show del DS Automobiles 83° Open d’Italia”, 22 giugno 2026; Open d’Italia Golf, scheda ufficiale DS Automobiles 83° Open d’Italia, 2026; DP World Tour, pagina ufficiale DS Automobiles 83° Open d’Italia 2026; The Open Championship, The Open Qualifying Series Italy 2026; CONI, notizia sul DP World Tour a Torino, 23 giugno 2026.