Chiara Pellacani ha trasformato la domenica degli Europei di Parigi in una dichiarazione di forza. Prima il titolo nel sincro misto da tre metri con Matteo Santoro, poi l oro individuale dal trampolino da un metro: in poche ore la romana ha messo insieme due finali e due vittorie, dando ai tuffi italiani una dimensione che non è più episodica.
Il dato che pesa è il punteggio della finale mixed: 305.85 punti, unico totale sopra quota 300. Dietro sono rimasti gli atleti neutrali Ilia Molchanov ed Elizaveta Kuzina a 286.17 e i tedeschi Luis Carlo Avila Sanchez e Lena Hentschel a 284.19. Non è stato un arrivo in volata, ma una gara controllata con margine crescente.
La gara che ha cambiato il peso della giornata
Il primo segnale è arrivato dagli obbligatori. Pellacani e Santoro hanno costruito subito una base pulita, con sincronia e ingressi stabili, poi hanno allungato nei liberi. Il doppio e mezzo avanti con un avvitamento ha dato 69.30, il triplo e mezzo avanti 69.75, l ultimo tuffo 70.20. La coppia russa è rimasta in scia solo nella prima metà.
Questa vittoria ha anche un valore storico. I due arrivavano da campioni del mondo in carica e avevano già segnato l avvio degli Europei con l oro azzurro nel team event. La corona continentale del sincro misto, però, mancava dopo l argento dell anno scorso ad Antalya. Rimetterla in bacheca significa chiudere il cerchio tra titolo iridato e supremazia europea.

Perché pesa verso il resto degli Europei
La giornata di Pellacani non si è fermata al sincro. Poco dopo, nel trampolino da un metro, l azzurra ha difeso il titolo europeo con 298.90 punti, davanti alla svizzera Michelle Heimberg e alla britannica Desharne Bent-Ashmeil. È una doppietta che racconta due qualità diverse: la capacità di accordarsi con Santoro e quella di reggere da sola una finale lunga.
Nel sincro misto la chiave è stata la memoria tecnica comune. Pellacani e Santoro si conoscono da anni, si allenano entrambi a Miami e, pur lavorando spesso con programmi separati, hanno mantenuto un automatismo raro. La FIN ha riportato le parole dei protagonisti: Chiara ha parlato di una gara preparata e dominata, Matteo della voglia di reagire dopo una giornata complicata.
Il contesto rende il risultato ancora più interessante. L Italia dei tuffi sta usando Parigi per misurare la profondità del gruppo, non solo il talento dei nomi principali. Elisa Pizzini, quinta dal metro, è rimasta vicina alla zona medaglia fino all ultimo salto. Il direttore tecnico Oscar Bertone ha definito la giornata una domenica bestiale, ma il punto tecnico è più concreto: la squadra ha ora più finalisti competitivi.
Per Pellacani il confronto con Tania Cagnotto resta inevitabile, ma rischia di diventare riduttivo. La romana sta costruendo una traiettoria propria: titoli europei, podi mondiali, oro iridato nel mixed e adesso una domenica da tre ori complessivi nella rassegna, contando anche il team event. Non è solo continuità: è capacità di vincere in formati diversi.
Conclusioni finali
La notizia non è soltanto un altro oro azzurro. È il segnale che Pellacani è diventata il baricentro dei tuffi italiani e che Santoro, al suo fianco, resta il partner ideale per trasformare la qualità individuale in dominio di coppia. A Parigi l Italia ha trovato punti, medaglie e una narrazione forte: quando la pressione sale, questa coppia sa chiudere.
Fonti: Federazione Italiana Nuoto; RaiNews Sport; SportMediaset; LaPresse; Google Trends Italia.
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