L’esame era duro, ma Andrea Pellegrino lo ha trasformato in una partita vera fino all’ultimo tratto. A Bastad, negli ottavi del Nordea Open, l’azzurro si è arreso ad Andrey Rublev dopo tre set combattuti: 7-6(3), 6-7(7), 6-3. Il verdetto premia la testa di serie numero 1, ma lascia all’italiano più di un segnale utile.
Il risultato racconta un’occasione sfumata, non una resa. Pellegrino ha tenuto il campo contro un avversario di livello superiore, ha strappato il secondo set al tie-break e ha costretto Rublev a una partita lunga, sporca, piena di passaggi delicati. Nel terzo, però, il russo ha alzato la qualità nei turni di risposta e ha chiuso il discorso con l’esperienza del giocatore abituato a difendere status e pressione.
Il match: due tie-break e il rischio mancato
La chiave della partita è stata nei primi due set. Rublev ha portato a casa il primo tie-break con maggiore decisione, sfruttando servizio e profondità di colpo nei punti brevi. Pellegrino, invece di uscire mentalmente dal match, ha risposto nel secondo parziale con più coraggio, rimanendo attaccato allo scambio e trovando il tie-break che ha riaperto tutto.
Quel 6-7(7) vinto dall’azzurro pesa perché dimostra una cosa: Pellegrino non ha subito il nome dell’avversario. Ha accettato la diagonale più dura, ha variato quando serviva e ha difeso con lucidità nei momenti in cui Rublev provava a spingere subito in risposta. Il problema, semmai, è stato trasformare quella spinta emotiva in continuità nel set decisivo.
Nel terzo parziale Rublev ha trovato il cambio di passo che separa spesso un top player da chi sta cercando il salto definitivo. Meno errori gratuiti, maggiore intensità sul primo colpo dopo il servizio e più pressione sulla seconda dell’italiano: da lì è nato il 6-3 che ha chiuso la corsa di Pellegrino agli ottavi.
Per Pellegrino resta un segnale sul circuito ATP
La sconfitta brucia, ma il percorso svedese lascia contenuto tecnico. Pellegrino era arrivato agli ottavi dopo il successo su Nikolai Budkov Kjaer, battuto con un netto 6-3, 6-2. A Bastad ha confermato di poter competere sulla terra contro giocatori solidi e di avere strumenti per allungare le partite anche contro avversari più quotati.
Il tema, adesso, è la trasformazione dei segnali in classifica e calendario. Per un giocatore nella fascia intorno al numero 138 ATP, ogni partita contro un big diventa una verifica doppia: misura il livello tecnico e, insieme, la capacità di reggere la tensione quando il match si apre davvero. Contro Rublev, Pellegrino ha superato la prima parte dell’esame; gli è mancato l’ultimo tratto.

Foto: Hameltion via Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0.
Rublev avanza, Bastad gli chiede conferme
Per Rublev il successo è prezioso perché arriva in un torneo in cui parte con responsabilità importanti. Il russo, già campione a Bastad nel 2023, cerca ritmo e fiducia sulla terra dopo una stagione non lineare. Vincere una partita così, senza dominarla, può diventare un passaggio utile: gli permette di restare nel tabellone e di accumulare minuti veri in una settimana che può pesare anche in prospettiva estiva.
Il dato più interessante è la capacità di non farsi trascinare dal nervosismo dopo il secondo set perso. Rublev ha assorbito il contraccolpo, ha rimesso ordine nel servizio e ha ridotto il margine concesso all’italiano. Non è stato un successo spettacolare, ma è stato un verdetto da giocatore esperto.
Conclusioni finali
Pellegrino esce da Bastad con una sconfitta, ma non con un passo indietro. Il 7-6, 6-7, 6-3 contro Rublev certifica una partita competitiva, giocata con personalità e persa sulla distanza contro un avversario più abituato a gestire i momenti decisivi.
La sua occasione è sfumata nel terzo set, quando il russo ha trovato più continuità e ha trasformato la pressione in break. Resta però un messaggio chiaro per il tennis italiano: dietro i nomi più visibili c’è un gruppo che prova a stare nel circuito con ambizione. Per Pellegrino, la prossima svolta passerà dalla capacità di ripetere questo livello anche quando dall’altra parte non c’è un top seed, ma una partita da vincere per forza.
Fonti: ATP Tour, Nordea Open, Sky Sport, SportMediaset, Eurosport, Wikimedia Commons.
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