Ciclismo

Pogacar domina Le Markstein: il Tour ora ha un padrone

Tadej Pogacar in maglia gialla guida il gruppo al Tour de France
Foto: Hugo LUC, Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0

La montagna ha consegnato al Tour de France un verdetto molto più netto del distacco scritto in classifica: Tadej Pogacar ha vinto la quattordicesima tappa a Le Markstein-Fellering e ha trasformato la maglia gialla in un messaggio diretto agli avversari. Non è stata soltanto un’altra giornata favorevole al leader della UAE Team Emirates XRG, ma il punto in cui la corsa ha cambiato tono: da duello aperto a controllo sempre più pesante dello sloveno.

Secondo le classifiche ufficiali del Tour, Pogacar ha chiuso i 155,3 chilometri da Mulhouse a Le Markstein in 4h00’07”, precedendo il compagno Isaac Del Toro e il francese Paul Seixas di 38 secondi. Jonas Vingegaard è arrivato quarto a 44″, Remco Evenepoel quinto a 48″. Il dato che resta addosso alla tappa, però, è la scelta tattica: l’attacco è arrivato quando la salita faceva più male e quando gli altri non potevano più nascondersi.

Il colpo sul Markstein pesa più dei secondi

Alla vigilia il Markstein era stato presentato come un esame per la tenuta della maglia gialla, come raccontato nel nostro approfondimento su Pogacar e il rischio Markstein. La risposta è stata quasi brutale: scatto secco, rivali allungati, UAE pronta a capitalizzare anche con Del Toro. È il tipo di tappa che non decide matematicamente un Tour, ma cambia la psicologia della corsa.

La classifica di giornata dice anche altro: Vingegaard ha limitato i danni, ma non ha dato l’impressione di poter ribaltare l’inerzia nel momento più duro. Evenepoel, quinto, resta dentro la corsa per il podio, ma non ha trovato il cambio di passo necessario per avvicinare il giallo. Seixas, invece, si è preso una vetrina enorme: terzo di tappa e presenza sempre più credibile tra i giovani che stanno riscrivendo la gerarchia della Grande Boucle.

Tadej Pogacar e Jonas Vingegaard in salita al Tour de France
Foto: filip bossuyt, Wikimedia Commons/Flickr, licenza CC BY 2.0

UAE dominante, ma il Tour non è ancora chiuso

Il punto più interessante non è solo la quarta vittoria di tappa di Pogacar in questa edizione. È il modo in cui la UAE ha occupato il finale: leader protetto, compagno sul podio di giornata, rivali costretti a inseguire senza mai mettere davvero in crisi la squadra. In una corsa a tappe, questa superiorità collettiva pesa quanto la singola accelerazione del capitano.

Il vantaggio complessivo, riportato da RaiNews dopo l’arrivo, sale a 4’30” su Vingegaard e a 5’04” su Evenepoel. Sono margini importanti, ma non autorizzano distrazioni: il Tour ha ancora salite, discese, gestione delle energie e possibili giornate storte. Pogacar, però, ha ottenuto l’effetto che cercava: obbligare tutti gli altri a correre contro il tempo, contro la UAE e contro l’idea che la maglia gialla sia ormai blindata.

Nel confronto con le tappe precedenti, la differenza è evidente. Gli sprinter avevano trovato spazio, come nella giornata di Pedersen e Traeen in giallo, ma la montagna ha riportato il Tour al suo asse principale: Pogacar contro la resistenza degli avversari. E quando la strada si è impennata, lo sloveno ha imposto una gerarchia senza bisogno di parole.

Conclusioni finali

Le Markstein-Fellering non consegna ancora il Tour a Pogacar, ma gli dà una posizione di comando difficilissima da aggredire. La maglia gialla ora ha vantaggio, squadra e inerzia. Vingegaard ed Evenepoel devono inventare una tappa fuori schema; Pogacar, invece, può scegliere quando difendere e quando colpire. È questa la conseguenza più concreta del suo successo: da oggi gli altri non devono solo batterlo, devono prima costringerlo a sbagliare.

Fonti: Tour de France classifiche ufficiali; RaiNews; La Gazzetta dello Sport; Google Trends Italia; Google News Sport Italia.