Tadej Pogacar rimette la Vuelta al centro del suo calendario. UAE Team Emirates-XRG ha ufficializzato la squadra per il Giro di Spagna 2026 e dentro c’è il nome più pesante: il campione sloveno tornerà nella corsa che lo aveva lanciato nel 2019, quando vinse tre tappe e salì sul podio al debutto in un Grande Giro.
La notizia arriva a pochi giorni dal quinto Tour de France e cambia il finale della stagione: non sarà una passerella, ma un tentativo dichiarato di aprire un nuovo fronte. Il dato tecnico è chiaro: partenza da Monaco, due cronometro individuali, sette arrivi in salita e quasi 3.300 chilometri fino a Granada. Una Vuelta così non consente calcoli troppo comodi, nemmeno a chi ha appena dominato luglio.
La scelta UAE: non solo Pogacar
Il comunicato del team non si limita a confermare il capitano. Accanto a Pogacar ci saranno Joao Almeida, Jay Vine, Pavel Sivakov, Pablo Torres, Kevin Vermaerke, Domen Novak e Ivo Oliveira. È una selezione costruita per controllare la corsa in salita, proteggere nelle giornate miste e avere una seconda opzione credibile di classifica generale con Almeida.
La frase più importante è dello stesso sloveno: il ritorno alla Vuelta viene definito un obiettivo grande, non un’aggiunta di calendario. Questo spiega perché UAE abbia scelto una struttura così profonda. Dopo il Tour, la domanda non è solo quanto Pogacar abbia recuperato, ma quanto la squadra voglia spingere sul concetto di stagione totale.
Il riferimento più vicino resta il finale del Tour, quando Pogačar aveva chiuso in giallo a Parigi in una tappa nervosa e spettacolare: quel contesto lo avevamo raccontato nell’analisi su Pogacar a Parigi. Ora però il piano cambia dimensione, perché la Vuelta non premia solo la brillantezza: chiede gestione, recupero e lucidità nelle terze settimane.
Perché la Vuelta pesa più di una corsa in più
La Vuelta è l’unico Grande Giro che Pogacar non ha ancora vinto. Il ritorno sette anni dopo il debutto del 2019 ha quindi un valore narrativo immediato, ma anche una conseguenza sportiva netta: ogni rivale saprà che la maglia rossa passa da lui. Il percorso duro, con Monaco, Andorra e le salite spagnole, sembra disegnato per aprire distacchi veri.
Il rischio è altrettanto evidente. Dopo una campagna di Tour molto intensa, aggiungere un altro Grande Giro significa comprimere recupero, preparazione e obiettivi autunnali. UAE, però, sembra aver deciso che il vantaggio competitivo della forma attuale valga la scommessa. Con Almeida e Vine, la squadra può evitare di lasciare Pogacar isolato nei giorni in cui la corsa esplode lontano dal traguardo.
Pogacar con UAE Team Emirates-XRG alla presentazione della Liegi-Bastogne-Liegi 2026. Foto: Hoebele, Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0.
C’è poi il tema dei rivali. L’eventuale incrocio con Primoz Roglic darebbe alla corsa una lettura slovena fortissima, mentre il quadro dei pretendenti alla generale potrebbe cambiare fino all’ultima settimana di avvicinamento. In ogni caso, Pogacar alla Vuelta obbliga tutti ad alzare l’asticella: non basterà correre in difesa, servirà attaccarlo prima che imponga il ritmo.
Il punto non è stabilire oggi se Pogacar vincerà. Il punto è che la sua presenza sposta il baricentro della Vuelta prima ancora del via. Le squadre rivali dovranno decidere se aspettare gli arrivi in salita o provare a destabilizzare UAE nelle frazioni mosse. Le cronometro, invece, possono trasformarsi in moltiplicatori: se lo sloveno guadagna subito, la corsa rischia di diventare una lunga difesa offensiva.
Per questo la selezione di UAE è significativa. Pablo Torres farà il debutto in un Grande Giro, Almeida garantisce classifica, Sivakov e Vine danno profondità in montagna. Non è una squadra da esperimento, ma da obiettivo pieno. La scelta dice che la Vuelta 2026 entra nella lista delle priorità, non tra le apparizioni di prestigio.
Resta una cautela: il Tour lascia sempre scorie, anche quando finisce in trionfo. La differenza tra dominio e sovraccarico può stare in pochi giorni di recupero, nella prima settimana e nelle temperature spagnole. Qui si giocherà la parte meno appariscente della sfida: gestire l’energia prima ancora di usarla.
Conclusioni finali
La conferma di Pogacar alla Vuelta è una svolta reale perché unisce tre elementi: un campione reduce dal Tour, una squadra completa e un percorso abbastanza selettivo da impedire mezze misure. UAE Team Emirates-XRG non sta solo annunciando una presenza: sta dichiarando un piano.
Dal 22 agosto la corsa spagnola avrà un centro gravitazionale chiarissimo. Se Pogacar reggerà il carico, la Vuelta potrà diventare il capitolo che mancava al suo palmares nei Grandi Giri. Se invece il Tour presenterà il conto, gli avversari avranno finalmente una crepa da cercare. In entrambi i casi, la Vuelta cambia volto già prima della partenza.
Fonti: UAE Team Emirates-XRG; Cyclingnews; Escape Collective; Google Trends Italia.
