Lo US Open 2026 ha pubblicato le entry list e il primo dato che salta agli occhi e’ italiano: Jannik Sinner guida il tabellone maschile, mentre il movimento azzurro porta complessivamente dieci giocatori nei main draw di New York. Non e’ ancora il sorteggio, non e’ una garanzia di presenza fino al giorno del via, ma e’ gia’ una fotografia precisa del peso conquistato dall’Italia nell’ultimo Slam dell’anno.
Il torneo di Flushing Meadows e’ in calendario dal 30 agosto al 13 settembre. Nel maschile risultano iscritti Sinner, Flavio Cobolli, Lorenzo Musetti, Luciano Darderi, Matteo Arnaldi, Matteo Berrettini, Lorenzo Sonego e Mattia Bellucci. Nel femminile ci sono Jasmine Paolini ed Elisabetta Cocciaretto. Il numero racconta continuita’, ma anche una responsabilita’ nuova: a New York non bastera’ piu’ partecipare in massa, perche’ il tennis italiano arriva con teste di serie, aspettative e incroci da gestire.
Il punto di partenza resta Sinner, reduce da una stagione che lo ha riportato al centro dello Slam. Dopo il bis a Wimbledon raccontato nel nostro approfondimento su Sinner campione a Wimbledon, New York diventa il banco piu’ duro: cemento, cinque set, pressione mediatica e avversari che hanno settimane per preparare il bersaglio grosso.
Perche’ l’entry list cambia le prospettive azzurre
L’entry list ufficiale mette Sinner davanti a Alexander Zverev e Carlos Alcaraz, con Novak Djokovic piu’ indietro nella lista iniziale. E’ una gerarchia che conta per il torneo, per il pubblico e per gli avversari: essere il primo nome significa anche portarsi addosso la parte piu’ visibile del tabellone. Sinner conosce gia’ quel peso, ma allo US Open il contesto amplifica tutto.
La vera novita’, pero’, e’ la densita’ italiana. Otto uomini in tabellone vogliono dire soluzioni diverse: la solidita’ di Musetti, la crescita di Cobolli, l’esperienza di Berrettini, l’energia di Darderi e Arnaldi, piu’ Sonego e Bellucci come profili da primo turno scomodo. Non e’ solo abbondanza: e’ profondita’ competitiva, quella che permette a un movimento di restare nel torneo anche se un nome cade presto.
Nel femminile la lettura e’ piu’ delicata. Paolini e Cocciaretto tengono l’Italia nel main draw, ma l’avvicinamento di Jasmine e’ da monitorare dopo lo stop nordamericano e il cambio di programma delle ultime settimane. Per lei New York puo’ diventare una ripartenza, a patto che la condizione fisica torni a sostenere il suo tennis di pressione e anticipo.
Il nodo Alcaraz e la corsa verso New York
La presenza di Carlos Alcaraz nella lista e’ un segnale forte, ma va letta con cautela: l’iscrizione non cancella automaticamente i dubbi fisici delle settimane precedenti. Proprio per questo la parte piu’ interessante dello US Open nasce prima del sorteggio: capire chi arrivera’ davvero al cento per cento e chi, invece, usera’ il cemento americano per cercare ritmo.
Sinner parte da una posizione diversa. Ha margine tecnico, fiducia e una base di risultati che gli consente di scegliere il calendario con piu’ lucidita’. Il rischio e’ l’eccesso di aspettativa: dopo Wimbledon, ogni match minore diventa un referendum. La chiave sara’ restare dentro una programmazione essenziale, senza trasformare ogni allenamento pubblico o ogni sessione pre-torneo in un caso.
Per il gruppo italiano, invece, il tema e’ la qualita’ dei primi turni. Un tabellone con tanti azzurri puo’ produrre derby scomodi, ma anche finestre favorevoli se le teste di serie proteggeranno i migliori piazzamenti. Cobolli e Musetti, in particolare, hanno ranking e gioco per non limitarsi a una comparsata. Berrettini, se il corpo risponde, resta il nome che nessun favorito vuole pescare troppo presto.
Che cosa aspettarsi dal cemento americano
New York e’ spesso lo Slam meno lineare. Umidita’, sessioni serali, pubblico rumoroso e campi rapidi mettono insieme tennis e gestione nervosa. Per Sinner e’ un terreno naturale, ma non automatico. La sua palla pesante funziona sul cemento, mentre il servizio puo’ dargli punti rapidi nei turni piu’ lunghi. La differenza, come sempre, sara’ la capacita’ di non concedere set gratuiti nella prima settimana.
Il dato dei dieci italiani pesa anche fuori dal campo. Significa piu’ partite in programmazione, piu’ attenzione televisiva, piu’ racconto nazionale. Ma il salto vero sara’ misurato dagli ottavi in avanti: piazzare piu’ giocatori nella seconda settimana trasformerebbe la profondita’ numerica in risultato sportivo. E darebbe al tennis italiano una base ancora piu’ solida verso l’autunno, tra Coppa Davis e Finals.
Conclusioni finali
L’entry list dello US Open non assegna trofei, ma indica una direzione chiara: Sinner e l’Italia arrivano a New York da protagonisti, non da inseguitori. Il numero uno porta il peso della candidatura, gli altri azzurri portano profondita’ e alternative. Da qui al 30 agosto conteranno salute, calendario e sorteggio; poi il cemento dira’ se questa massa critica potra’ diventare un altro Slam da ricordare.
Fonti: US Open entry list ufficiale; ANSA; La Gazzetta dello Sport; SuperTennis.
