Ciclismo

Tour, controlli serali su Evenepoel e Seixas: cosa cambia

Remco Evenepoel in corsa al Tour de France
Remco Evenepoel al Tour de France 2025. Foto: Rundvald, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0.

Il Tour de France entra nell’ultima settimana con un caso che non riguarda soltanto la classifica. Dopo le polemiche sui controlli notturni a Tadej Pogacar e Jonas Vingegaard, l’International Testing Agency ha effettuato nuovi test fuori gara anche sulle squadre di Remco Evenepoel e Paul Seixas. La differenza, questa volta, è l’orario: visite in serata, non nel cuore della notte, ma abbastanza tardi da riaprire il confronto su recupero, trasparenza e limiti operativi dell’antidoping.

Secondo quanto riportato da ANSA, la Red Bull-Bora-Hansgrohe e la Decathlon CMA CGM sono state controllate al termine della giornata di riposo, insieme ad altre formazioni. Per il gruppo tedesco, gli otto corridori sarebbero stati chiamati verso le 22:00; per la squadra di Seixas, invece, la visita sarebbe arrivata all’inizio della serata. Non è un dettaglio secondario: il Tour si decide anche sulla capacità di dormire, mangiare, recuperare e ripetere lo sforzo il giorno dopo.

Perché i controlli cambiano il clima del Tour

Il punto non è l’esistenza dei test, che resta una garanzia essenziale per una corsa segnata dalla memoria lunga del doping. Il nodo è il momento scelto. L’ITA aveva già spiegato, in una nota sul programma 2026, di avere predisposto un piano basato su intelligence, controlli mirati e circa 600 campioni in competizione, oltre agli oltre 360 test effettuati prima della partenza. È una strategia più ampia del solo arrivo di tappa: può intervenire in momenti diversi della gara, proprio per rendere meno prevedibile il sistema.

La tensione nasce quando l’efficacia entra in conflitto con la routine degli atleti. Dopo il precedente dei controlli a Pogacar e Vingegaard, raccontato nel nostro approfondimento sul caso dei test notturni, molti corridori hanno chiesto criteri più chiari. Evenepoel aveva definito quella pratica difficilmente accettabile per chi deve affrontare discese, salite e decisioni ad alta velocità dopo poche ore di sonno. Il passaggio ai controlli serali sembra una correzione pratica, ma non chiude il dibattito.

Evenepoel è secondo nella generale e deve difendere posizione, ambizione e lucidità nella cronometro. Seixas è quarto e resta uno dei nomi più osservati nella lotta per il podio e per la maglia bianca. Controllare questi corridori significa presidiare la credibilità della corsa proprio dove il risultato pesa di più; farlo a ridosso del riposo, però, significa incidere su squadre che stanno calibrando ogni minuto tra massaggi, cena, sonno e briefing tecnico.

Il confine tra garanzia e recupero

Il ciclismo moderno vive su una linea sottile: più i dati di potenza, i passaporti biologici e le analisi mirate diventano sofisticati, più cresce l’aspettativa di controlli incisivi. Ma il Tour non è un laboratorio fermo. È una corsa di tre settimane in cui la qualità del recupero è parte della sicurezza, non solo della prestazione. Una notte spezzata o una procedura chiusa tardi possono pesare nella gestione mentale del giorno successivo, soprattutto quando la corsa entra nella fase più nervosa.

La squadra Decathlon AG2R La Mondiale con Paul Seixas ai campionati francesi 2025. Foto: MFonzatti, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0.

La scelta degli ispettori, quindi, va letta dentro una doppia esigenza. Da una parte c’è la tutela della corsa pulita, che richiede imprevedibilità e controlli mirati. Dall’altra c’è la necessità di non trasformare il controllo in un fattore sportivo aggiuntivo, capace di alterare il recupero dei corridori più esposti. Il fatto che le ultime visite siano avvenute in serata, e non tra le 2 e le 5 del mattino, segnala una possibile ricerca di equilibrio.

Per Evenepoel e Seixas il tema è immediato: non basta superare il controllo, bisogna assorbire anche il rumore che lo circonda. I team dovranno proteggere i loro leader da una discussione che rischia di diventare più grande della strada. Nel frattempo Pogacar resta il riferimento della classifica, ma alle sue spalle ogni dettaglio può cambiare gerarchie, ritmo e fiducia, come già mostrato dal recente salto di Isaac Del Toro nella corsa alla maglia bianca.

Conclusioni finali

I nuovi controlli su Red Bull e Decathlon non sono uno scandalo in sé: sono parte di un sistema che vuole difendere il Tour nel punto più sensibile, quello della credibilità. Ma il caso mostra che trasparenza e misura devono procedere insieme. Se l’antidoping vuole essere percepito come garanzia e non come interferenza, dovrà spiegare meglio quando e perché si supera la normalità degli orari. Per ora resta una certezza: nell’ultima settimana del Tour, la battaglia non si corre soltanto sui watt, ma anche sulla gestione del riposo e della fiducia.

Fonti: ANSA; International Testing Agency; Cycling Weekly; Google Trends Italia; Google News Sport Italia.