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Zverev riapre il caso Sinner: Montreal pesa verso gli US Open

Alexander Zverev in campo nel 2026
Alexander Zverev durante un match nel 2026. Foto: Partynia, Wikimedia Commons, CC BY 4.0.

La pioggia ha rallentato il tabellone, ma a Montreal la notizia più pesante è arrivata fuori dal campo: Alexander Zverev ha riaperto il tema delle assenze eccellenti, spiegando di capire la scelta di chi ha preferito fermarsi ma anche di considerare il vuoto dei big un problema per il torneo. Nel Masters 1000 canadese mancano Jannik Sinner, Novak Djokovic e Carlos Alcaraz: tre nomi che spostano pubblico, televisione, tabellone e percezione tecnica.

Foto in apertura: Alexander Zverev durante un match nel 2026. Foto: Partynia, Wikimedia Commons, CC BY 4.0.

Il punto non è soltanto il forfait del numero 1 italiano, già ufficializzato nei giorni scorsi. Il punto è che il cemento nordamericano entra nella fase più delicata con un paradosso: Montreal offre punti, ritmo e partite vere, ma arriva in una finestra in cui molti campioni pensano soprattutto a gestire energie e rischio fisico in vista degli US Open.

Perché le parole di Zverev pesano

Zverev ha scelto di esserci e parte da favorito tecnico del torneo. Proprio per questo le sue parole hanno un peso diverso: non sono lo sfogo di chi resta fuori, ma la lettura di chi vede aprirsi un’occasione e allo stesso tempo sa che un Masters 1000 senza Sinner, Djokovic e Alcaraz perde una parte della sua forza competitiva. Il tedesco ha ricordato che anche il suo team aveva valutato l’ipotesi di saltare Montreal, prima di decidere di giocare.

La frase più interessante riguarda Sinner: perdere spesso contro lo stesso avversario non è piacevole, ha ammesso Zverev, ma quella continuità dice anche che i due sono stati tra i giocatori più stabili della stagione. È un passaggio chiave, perché trasforma l’assenza dell’azzurro da semplice scelta di calendario a misura del suo nuovo status: quando Sinner non c’è, il torneo cambia gerarchia.

Jannik Sinner a Wimbledon 2026 dopo la finale contro Alexander Zverev
Jannik Sinner a Wimbledon 2026 dopo la finale con Zverev. Foto: Daniel Cooper, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0.

Su SpalFerrara avevamo già analizzato il margine da numero 1 che accompagna Sinner nella stagione sul cemento. Montreal non cancella quel vantaggio, ma lo rende più leggibile: il suo calendario è costruito per arrivare al meglio nei momenti che valgono di più, anche a costo di lasciare spazio agli inseguitori in una settimana pesante.

Montreal diventa un test per chi insegue

Il National Bank Open resta un Masters 1000, quindi non è un torneo minore. La differenza è nel tipo di pressione. Con i tre assenti, Zverev non deve soltanto vincere partite: deve dimostrare di saper occupare il centro della scena quando il tabellone gli chiede una risposta da leader. È una condizione comoda solo in apparenza, perché ogni turno perso diventerebbe un’occasione sprecata.

Per gli organizzatori, invece, il caso è più ampio. Il formato esteso dei Masters 1000, il viaggio verso Cincinnati e la vicinanza degli US Open stanno creando una selezione naturale: chi ha già costruito classifica e fiducia può scegliere il riposo, chi deve recuperare terreno tende a giocare. In mezzo resta il pubblico, che cerca i campioni e trova un torneo comunque ricco, ma meno completo.

La vicenda tocca anche Berrettini e gli altri italiani presenti in Canada. L’assenza di Sinner libera attenzione mediatica, ma non alleggerisce il percorso: il tabellone resta profondo, il meteo ha già complicato il programma e il rimbalzo dal cemento canadese può premiare chi entra subito in ritmo. In questa fase della stagione la gestione conta quanto il tennis.

Cosa cambia verso New York

La scelta di Sinner è chiara: difendere il corpo e arrivare agli US Open con più qualità possibile. Quella di Zverev è opposta ma altrettanto logica: usare Montreal per prendere campo, fiducia e punti. Sono due strategie diverse dentro la stessa corsa, e proprio per questo il commento del tedesco non va letto come una polemica frontale.

Il vero tema è la sostenibilità del calendario. Se ogni estate i nomi più riconoscibili iniziano a scegliere, il circuito dovrà chiedersi quanto valore produce un calendario pieno ma sempre più selettivo. Montreal 2026 diventa così un laboratorio politico e sportivo: misura la profondità del tennis maschile, ma anche i limiti di un sistema che chiede continuità assoluta a giocatori già spremuti dagli Slam.

Conclusioni finali

Zverev ha detto ad alta voce ciò che il tabellone suggeriva già: Montreal resta importante, ma senza Sinner, Djokovic e Alcaraz cambia peso specifico. Per il tedesco è una chance concreta, per Sinner una scelta di gestione, per il circuito un segnale da non ignorare. La strada verso New York è iniziata anche così: non solo con i colpi in campo, ma con le rinunce che riscrivono gli equilibri.

Fonti: ATP Tour; National Bank Open; Eurosport Italia; Sky Sport; Canadian Press.