Nel giorno in cui si è celebrato don Giovanni Calabria, la Spal ha fatto visita alla Città del Ragazzo.  E non si è trattata di una novità per la squadra biancazzurra, dato che è dal 1999 che l’appuntamento si ripete, e l’intenzione è quella di considerare inderogabile l’ impegno con quello che è molto di più di un istituto di formazione.

Oltre al benvenuto del direttore Giuseppe Sarti i ragazzi di mister Leonardo Semplici, a capo del gruppo insieme al ds Vagnati, sono stati accompagnati all’interno di palestre e laboratori da Nino D’Ambola, ex insegnante, tifosissimo della Spal e persona di straordinaria vitalità. Da volontario è infatti ancora una delle persone guida dell’Opera don Calabria.

I giocatori hanno stretto mani, ricevuto abbracci, firmato autografi. Hanno scambiato chiacchiere e battute con lavoratori in cerca di qualifiche, disoccupati impegnati ad acquisire una professionalità da spendere sul mercato del lavoro, persone con disabilità congenite o acquisite intente a conquistare o riacquistare una personale normalità grazie all’aiuto di questo centro, senza dimenticare i rifugiati che hanno trovato asilo proprio alla Città del Ragazzo.

Chi ha ricevuto di più da questa giornata sono stati certamente i giocatori e i tecnici biancazzurri. Han portato via con loro le storie di vita e tenacia quotidiana che accendono la mente e aiutano a vedere sotto un’altra luce gli aspetti positivi della vita. E per una volta la classifica del campionato non c’entra nulla.

La visita è terminata con l’arrivederci di tanti dei nostri ragazzi che hanno promesso di tornare a trovare gli ospiti della Città, per uno spettacolo teatrale o semplicemente per un altro pranzo insieme. Come si fa tra vecchi amici.