Matteo Berrettini ha rimesso il suo nome dentro Wimbledon con una partita lunga, nervosa e piena di peso specifico. Sul Court 1, contro Stan Wawrinka, l azzurro ha vinto una battaglia di oltre quattro ore e ha trasformato un primo turno potenzialmente scomodo in un segnale forte: sull erba, quando il servizio lo sostiene e il corpo regge la durata, il suo tennis continua ad avere una voce riconoscibile.
Il successo non vale soltanto un passaggio di turno. Vale per il contesto, per la qualità emotiva dell avversario e per la storia recente di Berrettini, spesso costretto a rincorrere condizione e continuità. Wawrinka ha messo in campo orgoglio, esperienza e colpi pesanti, provando a trasformare la sfida in una prova di resistenza. Berrettini, invece, ha trovato il modo di restare dentro ogni momento delicato, alzando il rendimento nei game di pressione e difendendo con lucidità i propri turni di battuta.
Il servizio come punto di partenza
La chiave tecnica è stata la prima palla. Berrettini ha costruito la partita attorno al servizio, non solo per cercare punti diretti, ma per comandare lo scambio successivo. Sull erba di Wimbledon questo dettaglio cambia tutto: un colpo d apertura profondo permette di accorciare i punti, proteggere gli spostamenti laterali e portare il dritto dentro il campo. È il tennis che lo aveva accompagnato fino alla finale del 2021 e che, a tratti, sembrava essersi perso tra stop fisici e ripartenze.
Wawrinka ha provato a spingere sul rovescio, cercando diagonali lunghe per togliere tempo all italiano. Ma Berrettini ha risposto con una gestione più matura del rischio. Non ha cercato sempre la soluzione immediata, ha accettato alcune fasi sporche e ha scelto con attenzione quando accelerare. In una partita così lunga, la differenza non sta soltanto nei colpi vincenti: conta la capacità di non farsi trascinare dall ansia quando l avversario riapre uno scambio o un set.
Wawrinka saluta con orgoglio
La partita ha avuto anche il tono di un passaggio generazionale. Wawrinka, tre volte campione Slam, ha giocato come chi non vuole lasciare il palcoscenico senza una firma. I suoi colpi da fondo hanno ancora peso, il rovescio resta un marchio tecnico e il pubblico londinese gli ha riconosciuto una presenza da grande protagonista. Proprio per questo la vittoria di Berrettini assume più valore: non è arrivata contro un avversario arrendevole, ma contro un campione capace di alzare il livello nei momenti emotivamente più carichi.
Per l italiano, superare un match del genere significa anche verificare la tenuta mentale. Wimbledon non perdona le oscillazioni, soprattutto nei primi turni, quando l erba è ancora viva e gli equilibri possono cambiare in pochi punti. Berrettini ha dovuto proteggere la propria identità: servizio, dritto, aggressività controllata, ma anche pazienza nei game in risposta. La partita ha mostrato una versione meno spettacolare a tratti, ma più concreta.
Cosa cambia per il cammino di Berrettini
Il tabellone resta difficile, come sempre in uno Slam, ma una vittoria così modifica la percezione. Berrettini non entra più nel torneo soltanto come nome pericoloso se in giornata: entra con una prova reale alle spalle, una verifica fisica superata e una quantità di minuti competitivi che può diventare carburante. Il punto sarà recuperare bene, perché quattro ore sull erba lasciano sempre una traccia, soprattutto per un giocatore che deve gestire con prudenza ogni carico.
Il dato più incoraggiante riguarda la risposta ai momenti critici. L azzurro non ha vinto scappando via subito, ma accettando una partita complicata. Questo, per il suo percorso, può pesare più di un successo rapido. Wimbledon chiede anche memoria positiva: sapere di poter resistere, di poter vincere un set duro, di poter ritrovare il servizio dopo una fase negativa. Berrettini esce dal primo turno con tutte queste risposte parziali, ma importanti.
Conclusioni finali
La vittoria su Wawrinka non autorizza proclami, ma restituisce a Berrettini una posizione credibile dentro il racconto di Wimbledon. L italiano ha superato un campione esperto, ha retto una partita lunga e ha ritrovato il peso del suo tennis sull erba. È un primo passo, non una garanzia: il torneo resta esigente e la gestione fisica sarà decisiva.
Proprio per questo il successo ha un valore doppio. Da una parte c è il risultato, dall altra la sensazione che Berrettini possa ancora abitare i campi londinesi con strumenti da protagonista. Dopo anni di rincorse, il suo Wimbledon riparte da una battaglia vera e da una certezza semplice: quando il servizio apre la strada, il suo gioco torna immediatamente pericoloso.
Fonti principali: ATP Tour, resoconto Berrettini-Wawrinka a Wimbledon, 30 giugno 2026; Wimbledon, programma e tabellone dei Championships 2026; ATP Tour, profilo e dati torneo di Matteo Berrettini e Stan Wawrinka.
