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Fortunato, Cosi e Mihai: tre medaglie nella marcia europea

Andrea Cosi e Francesco Fortunato in gara nella mezza maratona di marcia agli Europei di Birmingham 2026
Francesco Fortunato e Andrea Cosi durante la mezza maratona di marcia agli Europei di Birmingham 2026. Foto: Grana/FIDAL - Sportmedia Contenidos, uso editoriale.

Tre medaglie in una sola mattina cambiano il peso della marcia italiana agli Europei di atletica 2026. A Birmingham, nella nuova mezza maratona di marcia, l’Italia ha raccolto l’argento di Francesco Fortunato, il bronzo di Andrea Cosi e l’argento di Alexandrina Mihai, trasformando Ferragosto in una prova di profondità tecnica più che in un singolo lampo individuale.

La notizia non è soltanto il numero dei podi. È il modo in cui sono arrivati: Fortunato in 1h23:36, Cosi con il personale di 1h23:49, Mihai in 1h31:04, miglior prestazione italiana sulla distanza. Dopo giorni dominati da salti, lanci e mezzofondo, la marcia ha aggiunto una base robusta al medagliere azzurro, nello stesso filone aperto dagli exploit raccontati nel nostro approfondimento su Derkach nel triplo.

Fortunato sale, Cosi entra tra i grandi

La gara maschile ha avuto una svolta chiara dopo nove chilometri, quando lo spagnolo Paul McGrath ha attaccato e ha poi chiuso in 1h23:23. Alle sue spalle, l’Italia ha gestito bene due finali dentro la stessa finale: Fortunato ha confermato di essere un riferimento continentale, mentre Cosi ha trasformato il bronzo in un salto di status.

Per Fortunato il podio pesa perché arriva dopo il bronzo europeo di Roma 2024 e dopo una stagione già segnata dal primato europeo e dal successo ai Mondiali a squadre. Il dettaglio tecnico più interessante è la tenuta: l’azzurro non ha perso contatto mentale quando McGrath ha rotto il gruppo, ha protetto il secondo posto e ha evitato che la gara diventasse un inseguimento disordinato.

Per Cosi, invece, il bronzo ha un significato diverso. Il personale in una finale europea dice che il terzo posto non è stato soltanto favorito dalla tattica o dagli errori altrui. È una medaglia costruita dentro il ritmo, con la capacità di restare nella zona calda quando la selezione ha fatto male. La marcia italiana maschile esce quindi con una doppia certezza: un leader stabile e un volto nuovo già competitivo.

Francesco Fortunato in gara nella Coppa Europa di marcia 2015. Foto: Aronu, Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0.

Mihai argento, Palmisano quinta: il cambio di passo

La prova femminile ha aggiunto il risultato più utile in prospettiva. Alexandrina Mihai, 23 anni, ha chiuso seconda in 1h31:04, resistendo nella volata per il podio e precedendo di tre secondi l’ucraina Lyudmila Olyanovska. Davanti, Maria Perez ha fatto un’altra gara, firmando il record del mondo in 1h30:06; dietro, Mihai ha dato all’Italia un segnale di ricambio immediato.

Il quinto posto di Antonella Palmisano non va letto come una bocciatura. L’olimpionica e campionessa europea uscente è rimasta a lungo in seconda posizione, poi ha pagato la flessione finale. Ma il suo 1h32:10 resta un personale e, soprattutto, si inserisce in una giornata in cui il settore non dipende più da un solo nome. Questo è il punto più forte per la squadra: quando una campionessa storica non sale sul podio, l’Italia prende comunque medaglia.

La nuova mezza maratona di marcia, 21,097 chilometri, obbliga gli specialisti a un equilibrio diverso rispetto alla vecchia 20 km: meno margine per recuperare, più peso alla gestione delle ammonizioni, più rischio nei cambi di ritmo. In questo quadro le tre medaglie azzurre hanno valore doppio, perché arrivano in una distanza ancora in assestamento e già decisiva per le gerarchie internazionali.

Conclusioni finali

La mattina di Birmingham consegna una fotografia netta: Fortunato è continuità, Cosi è crescita immediata, Mihai è futuro già presente. Non è una medaglia isolata né un episodio di calendario favorevole. È un blocco tecnico che porta punti, identità e alternative a una Nazionale che agli Europei sta vincendo in modi diversi. Dopo l’alto, il triplo e il mezzofondo, anche la strada della marcia dice che l’Italia resta centrale nel continente.

Fonti: FIDAL, European Athletics risultati live, Sky Sport, SportMediaset, Gazzetta dello Sport.