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Italia-Germania da record: il 64-66 cambia gli Europei

Gli azzurri dell Italia esultano contro la Germania nella FIPAV Cup Men Elite
Foto: FIPAV Creative Hub, libero utilizzo per siti internet di informazione e media

Una partita amichevole, sulla carta, puo’ diventare molto piu’ di un test se il primo set dura un’ora e 29 minuti e si chiude 66-64. Italia-Germania di FIPAV Cup Men Elite ha fatto proprio questo: ha trasformato la preparazione agli Europei in una prova estrema di lucidita’, tenuta fisica e nervi.

Al PalaCalafiore di Reggio Calabria gli azzurri di Ferdinando De Giorgi hanno vinto 3-2 in rimonta, dopo aver perso un parziale che entra direttamente nella storia della pallavolo. Il 64-66 iniziale e’ il dato che cattura tutto, ma il punto sportivo e’ un altro: l’Italia ha assorbito una botta emotiva enorme, e ha comunque trovato risorse per ribaltare una Germania capace di restare dentro ogni scambio.

Il tema non e’ isolato: arriva dentro una settimana in cui il volley azzurro e’ gia’ molto presente, anche dopo il successo dell’Italia femminile sulla Francia. Qui pero’ cambia il contesto: non una gara da dentro o fuori, ma un laboratorio durissimo verso l’Europeo maschile che scattera’ a Napoli il 10 settembre.

Il muro dell'Italia contro la Germania nella FIPAV Cup Men Elite a Reggio Calabria
Italia-Germania di FIPAV Cup Men Elite, azzurri a muro durante il match record di Reggio Calabria. Foto: FIPAV Creative Hub, libero utilizzo per siti internet di informazione e media.

Il set da 130 punti che riscrive la pallavolo

Il primo parziale e’ diventato una specie di partita nella partita. La Germania lo ha chiuso 66-64, dopo una sequenza lunghissima di vantaggi, set point cancellati e cambi di inerzia. FIPAV lo ha indicato come il parziale piu’ lungo della storia della pallavolo, superando il precedente primato della VNL 2026 tra Argentina e Polonia, terminato 50-48 in 62 minuti.

Il dato e’ enorme non solo per l’effetto statistico. Un set cosi’ altera tutto: rotazioni, gestione dei cambi, battuta, lucidita’ al servizio, recupero dei centrali e tempi del palleggiatore. Dentro quel 64-66 l’Italia ha commesso errori, ha sprecato occasioni, ma ha anche testato una cosa che in un torneo breve vale oro: la capacita’ di non uscire mentalmente dalla partita dopo uno sforzo sproporzionato.

Il tabellino racconta anche altro. Luca Porro ha chiuso a 20 punti, Lavia a 17, Bottolo e Rychlicki a 14. Non e’ secondario, perche’ De Giorgi ha bisogno di risposte distribuite, non di una sola soluzione offensiva. La Germania, con Karlitzek a 20 e Krick a 18, ha obbligato l’Italia a difendere e ricostruire per quasi quattro ore.

Per De Giorgi un test piu’ utile di una vittoria semplice

La rimonta azzurra e’ arrivata con parziali da battaglia: 25-22 nel secondo, Germania di nuovo avanti nel terzo, poi 25-22 e 15-12 per chiudere. In mezzo, anche il passaggio delicato dei crampi accusati da Sbertoli, segnale pratico di quanto quel primo set abbia svuotato energie. In una preparazione normale sarebbe un dettaglio da gestire; qui diventa un allarme controllato, utile per misurare carichi e rotazioni.

Il valore editoriale della serata sta proprio qui. L’Italia non puo’ archiviare il 3-2 come semplice successo estivo, perche’ la partita ha evidenziato due facce: una squadra ancora irregolare nel controllo dei momenti, ma anche un gruppo capace di stare dentro la fatica. La presenza di 4.400 spettatori e l’incasso da 84.000 euro confermano inoltre che la Nazionale maschile arriva all’Europeo con una domanda di pubblico reale, non solo con attese tecniche.

Nel confronto con altre storie azzurre recenti, come il percorso europeo della Nazionale femminile, il dato comune e’ la pressione: vincere non basta, bisogna farlo mentre tutti cercano un segnale sul torneo che arriva. Per De Giorgi, una partita lineare avrebbe dato meno informazioni. Questa, invece, ha stressato ricezione, panchina e nervi.

La Nazionale maschile italiana schierata prima di Italia-Germania nella FIPAV Cup Men Elite
La Nazionale maschile schierata al PalaCalafiore prima di Italia-Germania. Foto: FIPAV Creative Hub, libero utilizzo per siti internet di informazione e media.

Ora Cuba e Brasile diranno quanto pesa davvero

Il calendario non concede molto tempo per metabolizzare. L’Italia si sposta a Messina per affrontare Cuba il 28 agosto, poi chiudera’ la FIPAV Cup Men Elite contro il Brasile il 30 agosto. Sono due passaggi diversi: Cuba puo’ alzare ritmo fisico e salto, il Brasile misura invece ambizioni e continuita’. Dopo una notte da record, la vera domanda e’ se gli azzurri riusciranno a trasformare la fatica in ordine.

Il 64-66 restera’ la cifra virale, ma l’Europeo non si preparera’ sulle curiosita’. Si preparera’ sulla capacita’ di scegliere meglio quando la partita si allunga, di non regalare break al servizio e di far pesare di piu’ il muro nei momenti chiave. Il match con la Germania ha mostrato un’Italia ancora da lucidare, ma non fragile: ha perso il set infinito e ha vinto la partita.

Conclusioni finali

Italia-Germania non va letta come una notte perfetta. Va letta come una prova di resistenza arrivata al momento giusto: prima dell’Europeo, con avversarie di livello, davanti a un pubblico caldo e con un record che portera’ attenzione anche fuori dalla nicchia del volley. Il 3-2 dice vittoria; il 64-66 dice che questa Nazionale dovra’ imparare a chiudere prima. Ma se dopo 130 punti persi in un solo set trovi comunque la strada per vincere, il materiale su cui lavorare e’ molto piu’ solido di quanto sembri.

Fonti: FIPAV; Sky TG24; OA Sport; Olympics.com.