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Paltrinieri quarto nella Senna: Wellbrock ribalta gli Europei

Gregorio Paltrinieri e Florian Wellbrock sul podio olimpico del nuoto
Foto: Ministero della Gioventu' e dello Sport dell'Ucraina, Wikimedia Commons, licenza CC BY 4.0

Gregorio Paltrinieri resta fuori dal podio per un soffio nella 10 km in acque libere degli Europei di Parigi. Nella Senna vince Florian Wellbrock, davanti all’ungherese David Betlehem e al tedesco Oliver Klemet: l’Italia chiude quarta con Paltrinieri, quinta con Marcello Guidi e settima con Andrea Filadelli.

Il risultato pesa perche’ arriva nel primo giorno del fondo europeo e perche’ racconta una gara molto meno lineare di quanto dica la classifica. Paltrinieri ha dovuto inseguire, ha rimontato nel finale e ha sfiorato una medaglia che sembrava piu’ lontana a meta’ prova. Dopo il piano azzurro per Parigi, la prima risposta e’ quindi doppia: Wellbrock resta il riferimento, ma il blocco italiano ha profondita’ e margini per riaprire subito il conto nelle prossime distanze.

La 10 km dice piu’ del quarto posto

La gara maschile nella Senna ha confermato la forza del tedesco, capace di leggere il finale e di chiudere davanti a Betlehem e Klemet. Per Paltrinieri il dato piu’ importante non e’ soltanto il quarto posto europeo, ma il modo in cui e’ arrivato: una parte centrale passata lontano dalla posizione ideale, poi una risalita che ha riportato l’azzurro a contatto con la zona medaglie.

In una 10 km fluviale, con corrente, rifornimenti, boa strette e scia da gestire, perdere metri nel momento sbagliato puo’ costare piu’ che in mare aperto. La Senna chiedeva lucidita’ tattica oltre che motore, e qui si e’ visto il confine sottile tra podio e rimpianto. Paltrinieri ha salvato la gara con esperienza, ma non e’ riuscito a trasformare la rimonta in bronzo.

Il quinto posto di Marcello Guidi e il settimo di Filadelli evitano una lettura troppo negativa. Tre italiani nei primi sette, in una prova continentale di questo livello, indicano competitivita’ collettiva. Manca la medaglia, certo, ma non manca la presenza: l’Italia ha occupato la zona alta della corsa e puo’ costruire sulle prossime prove di fondo.

Cosa cambia per l’Italia del fondo

La prima conseguenza riguarda la gerarchia europea. Wellbrock non ha soltanto vinto: ha ricordato al gruppo che nelle gare lunghe sa imporre pressione mentale, non solo ritmo. Per batterlo serve arrivare agli ultimi metri senza dover recuperare terreno, perche’ contro un atleta cosi’ completo ogni correzione tardiva diventa cara.

Per Paltrinieri, invece, la giornata apre un bivio piu’ tecnico che emotivo. Il calendario offre ancora occasioni tra 5 km, knockout e staffetta, ma la 10 km lascia un avviso: posizione e timing saranno decisivi quanto la condizione. La forma per rientrare c’e’, la necessita’ e’ spendere meglio le energie nelle fasi in cui il gruppo si spezza.

Foto: Oleg Bkhambri (Voltmetro), Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0

Il confronto con gli altri azzurri aiuta a leggere la profondita’ del movimento. Guidi e Filadelli non sono stati comparse: hanno tenuto una gara di alto livello e offrono alternative reali anche in ottica staffetta. In un Europeo che ha gia’ acceso l’attenzione sul nuoto italiano, dopo il percorso dei tuffi raccontato da Italia d’oro a Parigi, il fondo resta una delle aree piu’ riconoscibili della squadra.

La notizia, quindi, non e’ solo la medaglia mancata. E’ il fatto che l’Italia esca dalla prima gara con un rimpianto vero e con segnali ancora spendibili. Paltrinieri non ha dominato, ma non e’ uscito dal quadro. Wellbrock ha alzato l’asticella, e proprio questo rende piu’ interessanti le prossime sfide: chi vuole il titolo dovra’ battere il tedesco sul piano tattico prima ancora che su quello fisico.

Conclusioni finali

Il quarto posto di Paltrinieri nella Senna brucia perche’ il podio era vicino, ma non cancella il valore della prova italiana. Wellbrock ha vinto da campione completo, Betlehem e Klemet hanno sfruttato meglio il finale, gli azzurri hanno mostrato densita’ competitiva. La chiave adesso e’ trasformare il rimpianto in correzione: meno rincorsa, piu’ controllo nelle fasi decisive e una staffetta da costruire attorno a un gruppo che resta credibile.

Fonti: Federazione Italiana Nuoto; ANSA; Eurosport; Sky Sport; European Aquatics.