Multisport

Razzetti argento agli Europei: l’Italia del nuoto parte dal podio

Alberto Razzetti agli Europei di nuoto di Parigi 2026
Alberto Razzetti agli Europei di nuoto di Parigi 2026. Foto: Andrea Masini / DeepBlueMedia.eu per Federazione Italiana Nuoto, uso editoriale consentito alle testate registrate.

Alberto Razzetti ha aperto gli Europei di nuoto di Parigi con una medaglia che pesa piu’ del colore: argento nei 400 misti, tempo di 4’10″40, dietro a Ilia Borodin e davanti a Max Litchfield. Per l’Italia e’ il primo podio della rassegna e arriva nella gara piu’ adatta a misurare profondita’ e tenuta nervosa.

Il dato tecnico racconta molto: Borodin ha vinto in 4’08″17, nuovo primato della manifestazione, mentre Razzetti e’ rimasto vicino al proprio record italiano di 4’09″29 senza dover trasformare la finale in una caccia disperata al tempo. Ha nuotato da atleta maturo, non solo da specialista: controllo nelle prime due frazioni, gestione della rana e chiusura abbastanza pulita per blindare il podio.

Il risultato si inserisce nel piano azzurro degli Europei, che chiedeva subito una medaglia per dare tono alla settimana. Razzetti l’ha consegnata nel modo piu’ solido: non con un exploit isolato, ma con una prova che conferma continuita’ internazionale.

Razzetti, argento di sostanza nei 400 misti

La finale dei 400 misti non perdona pause. Farfalla, dorso, rana e stile libero obbligano a cambiare ritmo, assetto e respirazione mentre gli avversari provano a rompere la gara in punti diversi. In questo contesto Razzetti ha scelto equilibrio: non ha inseguito Borodin oltre la soglia di rischio, ma ha tenuto sotto controllo Litchfield quando la gara poteva ancora cambiare.

Il passaggio chiave e’ stato tra dorso e rana. Borodin ha allungato con una progressione da favorito, ma l’azzurro non si e’ scomposto. Il 4’10″40 finale non e’ il suo limite assoluto, pero’ vale molto perche’ arriva nella prima giornata, con il programma ancora lungo e con un messaggio chiaro al gruppo: l’Italia e’ gia’ sul podio.

La FIN ha ricordato che il ligure, tesserato per Fiamme Gialle e Nuoto My Sport, vive e lavora da anni al centro federale di Livorno. Razzetti non e’ piu’ solo il talento capace di picchi improvvisi, ma un atleta costruito su routine, carico e recupero.

Alberto Razzetti prima della finale dei 400 misti agli Europei di Parigi 2026
Alberto Razzetti agli Europei di nuoto di Parigi 2026. Foto: Andrea Masini / DeepBlueMedia.eu per Federazione Italiana Nuoto, uso editoriale consentito alle testate registrate.

Il confronto con Borodin e Litchfield

Borodin ha dato alla finale una misura internazionale alta. Il suo record dei campionati cancella un riferimento storico e obbliga tutti gli altri a leggere il podio senza sottovalutare il valore del secondo posto. Razzetti non ha perso una finale controllabile: ha battuto un avversario diretto come Litchfield, ha resistito alla pressione del rientro neutrale russo e ha tenuto il rendimento dentro una zona da grande evento.

Il bronzo del britannico in 4’11″58 conferma che il margine per l’argento non e’ stato simbolico. Nel misto, un secondo puo’ evaporare in una virata o in una frazione di rana meno efficace; Razzetti invece ha conservato vantaggio e lucidita’. E’ qui che l’argento diventa una medaglia di governo, non soltanto di velocita’.

Nel confronto con Roma 2022, quando vinse l’oro europeo, cambia lo scenario. Allora l’Italia nuotava in casa e la spinta emotiva era evidente; a Parigi il contesto e’ piu’ freddo, con una concorrenza che arriva preparata e con i russi rientrati nel quadro. Il podio del 2026 dice che Razzetti resta competitivo anche quando la gara non gli concede il finale perfetto.

Cosa cambia per l’Italia a Parigi

La prima giornata azzurra non si esaurisce nell’argento. La stessa sessione ha offerto segnali da Thomas Ceccon nei 50 farfalla, Sara Curtis nei 100 stile libero e dalle staffette 4×200. Ma avere subito una medaglia individuale cambia il clima: toglie pressione, alza l’asticella e permette alla squadra di leggere le finali successive con maggiore concretezza.

Per il movimento italiano, abituato negli ultimi anni a raccogliere risultati in acque libere, tuffi e vasca, il podio di Razzetti e’ un ponte naturale con le ultime settimane. Dopo la staffetta d’argento nella Senna, raccontata nella rimonta di Paltrinieri e compagni, arriva un risultato da piscina che mantiene alta la presenza azzurra nelle discipline acquatiche.

Il punto piu’ interessante riguarda la gestione delle energie. Razzetti ha ancora margine per il resto del programma e non ha speso tutto in una gara sola. Se il corpo risponde, Parigi puo’ diventare non soltanto una medaglia d’apertura, ma una settimana di conferme multiple.

Conclusioni finali

L’argento di Razzetti nei 400 misti non e’ una consolazione dietro Borodin, ma il primo mattone azzurro degli Europei di Parigi. Il tempo, la gestione della finale e il vantaggio su Litchfield indicano una condizione solida, non un podio casuale.

Per l’Italia e’ il segnale che serviva: una medaglia subito, un leader tecnico credibile e una squadra che puo’ affrontare il resto della rassegna con meno ansia e piu’ ambizione. Ora la differenza la fara’ la continuita’, ma la partenza e’ gia’ da nazionale protagonista.

Fonti: Federazione Italiana Nuoto; Google News Sport Italia; Corriere della Sera; La Gazzetta dello Sport; OA Sport.