Il tabellone degli US Open 2026 ha consegnato all’Italia una fotografia netta: tanti nomi nel main draw, ma nessun percorso davvero comodo. Flavio Cobolli, oggi il riferimento piu’ alto del gruppo azzurro, debuttera’ contro Francisco Comesana. Lorenzo Musetti trovera’ Arthur Fery, Luciano Darderi attende un qualificato, Matteo Arnaldi incrocera’ James Duckworth, mentre Matteo Berrettini ripartira’ da Stan Wawrinka. La riga piu’ dura, pero’, e’ quella di Lorenzo Sonego: subito Alexander Zverev, prima testa di serie del torneo.
La notizia pesa per due motivi. Il primo e’ tecnico: il sorteggio definisce gia’ zone di rischio, incroci possibili e margini di crescita per un movimento che arriva a New York con molte carte ma senza Jannik Sinner, ancora fuori dal cemento americano dopo il problema al ginocchio raccontato nel nostro approfondimento sulla rotta verso gli US Open. Il secondo e’ narrativo: l’assenza del numero uno sposta attenzione e responsabilita’ sugli altri italiani, non piu’ semplici comprimari nel quarto Slam dell’anno.
Cobolli davanti alla prova da leader
Cobolli parte contro Comesana con un favore del pronostico che va maneggiato bene. Il ranking e la crescita degli ultimi mesi gli danno status, ma in uno Slam il primo turno resta spesso la partita piu’ scivolosa: cinque set potenziali, condizioni rapide, pubblico rumoroso e pressione nuova. Dopo il percorso nel misto con Belinda Bencic, gia’ seguito da SpalFerrara.it nella storia su Cobolli e Bencic, il romano entra nel singolare con una visibilita’ piu’ alta del solito.
Il suo possibile quarto con Felix Auger-Aliassime indica la dimensione reale del tabellone: non una strada chiusa, ma nemmeno un corridoio libero. Per Cobolli il punto non e’ solo vincere all’esordio; e’ dimostrare di poter sostenere una testa di serie pesante senza perdere aggressivita’. La differenza tra buon sorteggio e occasione vera passera’ dalla gestione dei primi due turni, dove consumare poche energie puo’ diventare decisivo.
Berrettini-Wawrinka e il bivio di Sonego
Il primo turno piu’ evocativo e’ Berrettini-Wawrinka. Non e’ soltanto una sfida tra colpi pesanti e carriere riconoscibili: e’ anche una partita che puo’ aprire una seconda porta enorme, perche’ nel settore c’e’ Novak Djokovic. Berrettini arriva a New York con il bisogno di trasformare il fascino del nome in continuita’ fisica e competitiva. Wawrinka resta un test vero, anche quando il ranking non racconta piu’ il suo passato.
Ancora piu’ complesso il compito di Sonego. Trovare Zverev al primo turno significa partire senza gradualita’, contro il giocatore indicato dal tabellone come numero uno del seeding. Qui l’Italia non cerca una gestione: cerca una partita libera, ad alta intensita’, nella quale Sonego dovra’ accorciare gli scambi quando possibile e impedire al tedesco di comandare con servizio e rovescio. Il margine e’ sottile, ma proprio per questo l’incrocio ha forza televisiva e attenzione immediata.
Musetti-Fery e Darderi contro qualificato raccontano invece un altro tipo di rischio. Musetti ha piu’ talento e rango, ma Fery e’ avversario da non sottovalutare per adattamento al ritmo veloce. Darderi, reduce da settimane intense e gia’ protagonista nel successo raccontato contro Bellucci a Winston-Salem, dovra’ attendere il nome definitivo prima di preparare un piano dettagliato. Per lui, come per Arnaldi contro Duckworth, la trappola e’ l’incertezza: affrontare un qualificato caldo o un australiano esperto non consente letture superficiali.
Paolini e Cocciaretto: due debutti scomodi
Nel tabellone femminile, Jasmine Paolini debuttera’ contro Veronika Erjavec, Elisabetta Cocciaretto contro Katerina Siniakova. Anche qui il sorteggio non concede automatismi. Paolini ha status e abitudine ai grandi palcoscenici, ma dovra’ imporre ritmo senza farsi trascinare in una partita di strappi. Cocciaretto trova invece un’avversaria completa, capace di cambiare soluzioni e di sporcare il gioco con variazioni continue. Due esordi gestibili, non due esordi banali.
Il quadro generale dice che l’Italia porta quantita’ e qualita’, ma deve compensare l’assenza di Sinner con profondita’ collettiva. In questo senso il confronto con il recente percorso di Musetti a Cincinnati e’ utile: il cemento americano premia chi entra subito nel torneo, senza settimane di rodaggio. New York non aspetta, e il sorteggio ha gia’ alzato il livello emotivo.
Conclusioni finali
Il sorteggio degli US Open non ha regalato all’Italia una scorciatoia, ma ha dato al torneo una traccia chiarissima. Cobolli deve comportarsi da leader, Berrettini ha un esordio di prestigio, Sonego parte dalla montagna piu’ ripida e Paolini-Cocciaretto devono evitare inciampi subito. La missione azzurra sara’ misurare quanto vale il gruppo senza Sinner: non in teoria, ma dentro partite che dal primo turno chiedono personalita’, gestione e capacita’ di reggere New York.
Fonti: US Open; ATP Tour; Sky Sport; SportMediaset; Fanpage; Il Fatto Quotidiano; The Guardian.
