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Curtis e Ceccon, finali europee: l’Italia cerca il bis in vasca

Sara Curtis in vasca agli Europei di nuoto 2026 prima della finale dei 100 stile libero
Foto: Andrea Masini / DeepBlueMedia.eu per Federazione Italiana Nuoto, uso consentito a testate registrate per fini editoriali

Sara Curtis e Thomas Ceccon entrano nel secondo giorno degli Europei di nuoto con una cosa rara: tempi già pesanti, corsie centrali e una serata che può cambiare il tono dell’intera spedizione italiana. Dopo l’argento di Alberto Razzetti nei 400 misti, Parigi offre all’Italnuoto un’altra finestra immediata: quattro finali in meno di novanta minuti, con Curtis nei 100 stile libero, Ceccon nei 50 farfalla, Nicolò Martinenghi e Simone Cerasuolo nei 100 rana e Simona Quadarella negli 800.

Il punto non è solo il numero di azzurri al via. È la qualità delle corsie guadagnate lunedì 10 agosto: Curtis ha chiuso la semifinale in 52"93, seconda prestazione italiana di sempre; Martinenghi ha firmato il miglior tempo dei 100 rana in 58"67; Ceccon si è preso la finale dei 50 farfalla in 22"71. In un Europeo che ieri ha già acceso l’attenzione del pubblico, la serata di martedì 11 agosto diventa il primo vero test di profondità.

Curtis non è più sorpresa: la finale misura la nuova gerarchia

La gara più leggibile per il grande pubblico è quella di Curtis. La ventenne di Savigliano non arriva alla finale dei 100 stile libero come outsider romantica, ma come primatista italiana e atleta ormai stabile nella fascia alta europea. Il suo 52"93 è rimasto dietro soltanto al 52"44 di Marrit Steenbergen, l’olandese che continua a essere il riferimento tecnico della specialità.

Qui si decide molto più di una medaglia eventuale. Curtis ha già abbassato il record italiano a 52"69 al Settecolli, ma il salto che conta adesso è un altro: trasformare il tempo da meeting in una prestazione da finale continentale. Il passaggio di metà gara, indicato dalla FIN in 25"15, racconta una partenza aggressiva; il ritorno dirà se l’Italia può pensare a una velocista da podio anche nelle staffette del ciclo olimpico.

Non è un tema isolato: nel quadro aperto dal nostro approfondimento sugli Europei di nuoto a Parigi, Curtis rappresenta la parte più nuova del gruppo. Se Paltrinieri e Quadarella sono l’asse storico, lei è la leva che può spostare la percezione della velocità azzurra.

Ceccon e Martinenghi portano peso specifico

La seconda chiave è maschile. Ceccon ha centrato la finale dei 50 farfalla con il quinto tempo, in una specialità breve dove il margine d’errore quasi non esiste. Non parte favorito, anche perché Egor Kornev ha già portato il limite del campionato a 22"36, ma l’azzurro ha una qualità che pesa nelle finali secche: sa nuotare sotto pressione quando il contesto cambia in pochi minuti.

Thomas Ceccon agli Europei di nuoto 2026 prima della finale dei 50 farfalla
Foto: Andrea Masini / DeepBlueMedia.eu per Federazione Italiana Nuoto, uso consentito a testate registrate per fini editoriali

Ancora più diretta è la lettura dei 100 rana. Martinenghi ha messo tutti dietro in semifinale con 58"67, mentre Cerasuolo è entrato con l’ottavo tempo utile in 59"29. La finale, alle 18:48, può raccontare due Italie diverse: quella del campione olimpico che prova a imporre gerarchia e quella del compagno che deve limare la seconda vasca per trasformare una qualificazione al limite in qualcosa di più.

Il riferimento immediato resta l’argento di Razzetti: non perché vada duplicato, ma perché ha già dato alla squadra una base emotiva. La differenza è che martedì l’Italia non cerca una sola medaglia isolata; cerca continuità di podio in eventi molto diversi tra loro.

Quadarella chiude la serata lunga

Alle 19:57 arriveranno gli 800 stile libero di Simona Quadarella, probabilmente la finale più identitaria per l’Italnuoto. Il suo 8’23"17 in batteria non è un tempo da titolo già scritto, ma è stato sufficiente per entrare con controllo e senza consumare energie inutili. Per una mezzofondista così esperta, la gestione del mattino conta quasi quanto il cronometro.

Il programma, confermato dalla FIN, concentra tutto nella fascia televisiva serale: finale 50 farfalla uomini alle 18:37, finale 100 stile libero donne alle 18:42, finale 100 rana uomini alle 18:48, poi Quadarella e la 4×100 mista mixed. È una sequenza che può generare accelerazione anche su Google Discover, perché offre volti riconoscibili, tempi chiari e conseguenze immediate sul medagliere.

Dentro la stessa giornata resta anche il parallelo con gli Europei di atletica, dove Fabbri e Weir hanno aperto Birmingham con una doppietta pesante. Per lo sport italiano è una finestra rara: due rassegne continentali, medaglie già arrivate e finali ravvicinate che possono spostare il racconto nazionale.

Conclusioni finali

La serata di Parigi non va caricata di promesse automatiche: nei 50 farfalla basta una partenza imperfetta, nei 100 stile libero Steenbergen resta il bersaglio più alto, nei 100 rana Martinenghi dovrà confermare il tempo quando il titolo sarà sul blocco. Però l’Italia arriva con quattro carte concrete, non con speranze vaghe.

Il valore editoriale sta qui: Curtis può certificare il salto definitivo tra le grandi della velocità europea, Ceccon può trasformare una finale breve in segnale di classe, Martinenghi può dare sostanza da leader e Quadarella può chiudere con il marchio della continuità. Dopo Razzetti, il bis in vasca non è obbligatorio; è diventato tecnicamente possibile.

Fonti: Federazione Italiana Nuoto; Omega Timing; Sky Sport; Gazzetta dello Sport; RaiNews.